Marketing referenziale

Il potere del passaparola

Tiziana Troisi 13/12/2021 0

 

Quante volte prima di acquistare un prodotto che non conoscevi hai chiesto a qualche tuo amico se lo avesse mai provato? L’uomo è un essere piuttosto elementare che tende a fidarsi ciecamente del parere delle persone che conosce e che stima. Per questo anche oggi, nell’epoca dei social e dell’aiuto’ di Google, il passaparola ha ancora una forte influenza sulle scelte di acquisto.

Per questo motivo, è importante prendere in considerazione la forza del passaparola quando è il momento di redigere un buon piano marketing. Ora è il momento di fare qualche piccola precisazione: se in passato con il termine passaparola si intendeva una chiacchiera tra utenti, oggi le cose sono leggermente cambiate: il passaparola esiste ancora, a cambiare è stato lo spazio dove ora si consuma.

Per attivare un passaparola che sia degno di nota è fondamentale sfruttare la forza delle social community: riunire un gruppo di persone con uguali interessi in un gruppo, stimolandole al dialogo e all’utilizzo di un determinato prodotto, potrebbe essere il metodo giusto per stimolare il passa-parola prima del lancio o semplicemente per incrementare le vendite di un determinato prodotto.

C’è però un lato negativo nella soluzione di affidarsi alle community: il sentiment, cioè il sentire della community riguardo un determinato prodotto, potrebbe non essere un preciso indicatore del successo o dell’insuccesso di un prodotto. Non è una metrica direttamente misurabile e potrebbe quindi indurre in errore.

In realtà, per avere davvero idea di quanto il passaparola possa essere utile per pubblicizzare un prodotto, bisognerebbe rendere il fenomeno misurabile.

Marketing referenziale: cos’è e come funziona

Come fare? Semplice, basta affidarsi alla tecnica del referral marketing o marketing referenziale. Di cosa si tratta? Te lo spieghiamo subito.

Si parla di marketing referenziale quando un’azienda chiede ad un opinion leader di convincere qualcuno a provare il prodotto che l’azienda chiede di sponsorizzare. Nel caso del referral, questa operazione di sponsorizzazione porta vantaggi ad entrambe le parti in causa.

Ti spieghiamo meglio: l’opinion leader che decide di invitare un suo conoscente ad utilizzare una nuova app o un nuovo prodotto lo fa offrendo al suo amico la possibilità di usufruire di una particolare scontistica o vantaggio.

A ricevere il vantaggio per non è solo il nuovo utente che utilizza il prodotto ma anche la persona che lo ha consigliato.  Si applica un meccanismo di questo genere, solitamente, quando si tratta di spingere e commercializzare l’utilizzo di un app.

Hai presente quando scarichi una nuova app e ti appare una scritta del tipo “invita un amico”? Ecco, quello è uno dei tanti modi di fare referral. In passato è capitato che anche le compagnie telefoniche adottassero questa tecnica per accaparrarsi nuovi clienti.

Le potenzialità di utilizzo della tecnica del marketing referenziale è potenzialmente infinita: come in un telefono senza fili, tantissime persone si passano la voce tra di loro e tanti potrebbero a loro volta trasformarsi in leader d’opinione.

Vantaggi e svantaggi

Proprio per questo motivo offerte di questo tipo hanno di solito una durata limitata, per permettere all’azienda di ottenere i lead desiderati.

Un vantaggio importante di questo tipo di promozione riguarda proprio la possibilità di riuscire a tracciare di fatto il numero di nuovi contatti/potenziali clienti ottenuti. Di fatto, il marketing referenziale è un’evoluzione del classico passa parola, con la differenza che, in questo caso si può capire più facilmente quale sia il reale successo della campagna.

C’è però un altro importante fattore di rischio quando si decide di utilizzare il metodo del marketing referenziale: è possibile che i clienti acquisiti con questa tecnica siano persone semplicemente interessate al vantaggio che era possibile ottenere con il primo download dell’app o con il primo utilizzo del prodotto. Succede, quindi, che questi utenti si dimostrino, nel lungo periodo, lead infruttuosi o inattivi.

Da questo punto di vista, è piuttosto importante restare vicini ai clienti, invogliandoli all’utilizzo attivo del servizio. Lo sa anche chi non è esperto di marketing, d’altronde: il passa parola è importante ma non basta.

E tu, ti sei mai servito del marketing referenziale per promuovere la tua attività? Ha funzionato? Raccontacelo nei commentI!

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Tiziana Troisi 04/03/2021

Il marketing emozionale, come puntare sui sentimenti
Il marketing emozionale è detto anche marketing esperienziale poiché l’obiettivo di questa strategia di vendita è quello di far vivere al cliente un’emozione unica, una vera e propria esperienza che colpisca il cuore del cliente e resti sedimentata tra i suoi ricordi. Immaginario collettivo, l’emotività, l’irrazionalità sono questi i fattori su cui punta l’emotional marketing e a teorizzarlo per la prima volta fu Bernd H. Schmitt, professore della Columbia University. Il professore lo descrisse come “un’esperienza memorabile che il cliente deve sperimentare, tale da superare le sue aspettative”. Una campagna di emotional marketing, dunque, anticipa i desideri inconsci del cliente e al contempo li soddisfa. La potenza del contatto emotivo Creare empatia e vicinanza  col proprio cliente, se non un vero e proprio legame emotivo, è la modalità migliore per fare brand awareness. La vision diventa a questo punto fondamentale: i valori, gli ideali, le aspirazioni che sono alla base del mondo della marca dovranno trovare espressione nella campana pubblicitaria. Rendendo visibili e tangibili gli aspetti valoriali del marchio, il brand potrà parlare al cuore del possibile cliente e coinvolgerlo nel mondo ideale che il marchio ha costruito. Le esperienze teorizzate da Schmitt Nel 1999 Bernd H. Schmitt ha definito questa tipologia di marketing ed ha anche individuato 5 Strategic Esperential Modules (SEMs) che possono anche essere combinate tra loro per creare esperienza multisensoriali. Secondo Bernd Schmitt, quindi, è possibile fare leva sugli aspetti irrazionali dell’acquisto per produrre esperienze irripetibili. Per esempio, il cliente può assaggiare il prodotto, annusare profumi che evocano ricordi lontani, vedere un video emozionante, interagire col prodotto. L’obiettivo resta sempre uno: emozionare, coinvolgere, creare relazione. Lo storytelling in questo è fondamentale se si parla di conquiste e vittorie, di sacrifici e di obiettivi raggiunti, facendo parlare personaggi famosi e gente comune. Ecco l’elenco delle 5 esperienze di Shmitt: SENSE experiences, esperienze che coinvolgono i sensi; FEEL experiences, esperienze che coinvolgono le emozioni; THINK experiences, esperienze che coinvolgono la mente in senso creativo e cognitivo; ACT experiences, esperienze legate all’aspetto fisico; RELATE experiences, esperienze basate sulla relazione. Brand ed emozioni Anche il claim può puntare tutto sulle emozioni, ne sono un esempio marchi come Mc Donald’s che ha associato le emozioni al proprio logo attraverso il claim come “I’m lovin’ it” o, come Coca Cola che ha scelto “Choose happyness”. Oppure Muller “Fate l’amore con il sapore”. Quante volte abbiamo ricordato con gli amici quella vecchia pubblicità con un jingle davvero irresistibile? La pubblicità tormentone è l’esempio di una campagna pubblicitaria che coinvolge i sensi e, quindi, la parte irrazionale di noi. Parlare al cuore del proprio cliente permette di stabilire una relazione emotiva ed una fidelizzazione possibilmente indissolubile. Talmente forte che il consumatore sarà più propenso a soprassedere sul prezzo e ai difetti del prodotto. Come realizzare una campagna di Emotional Marketing Il rapporto con il cliente deve essere bidirezionale, è questa la guida che ci deve servire da orientamento per costruire una campagna pubblicitaria basata sull’emotional marketing: non un cliente da convincere ma da coinvolgere. Creare storie e personalizzare la comunicazione è un primo passo in questo senso, nel farlo diamo del che tu all’interlocutore e avviciniamoci al suo mondo toccando i tasti dei valori universali.  Il marchio diventerà così quasi invisibile rispetto al racconto, il protagonista è il messaggio che in questo caso è un sentimento: l’auto-realizzazione, la realizzazione di un desiderio, il bisogno di appartenenza etc. Non a caso in questo tipo di video il logo appare solo alla fine come a firmare l’opera e a ricondurre i valori toccati e le emozioni sollecitate al suo mondo. Sono sempre le parole e il contenuto i veri protagonisti di una strategia di marketing. Ancora una volta il content marketing domina la scena, con un dominio in particolare del video come formato. Farlo bene significa affidarsi ad un esperto copy e ad un esperto marketer che possano individuare insieme il valore da trasmettere, l’emozione da suscitare e anche la storia da narrare. La garanzia di successo è molto alta quando si parla di sentimenti come lo è anche l’insuccesso, l’epic fail può trasformarsi in una pietra tombale, perciò attenti, nessuna improvvisazione!
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Gabriella Avallone 22/05/2021

Dove c’è marketing c’è casa: la storia di IKEA
Se pensi all’arredo di casa è difficile non fare prima un giro da IKEA, una della più grandi realtà mondiali dell’arredamento. Il pensiero sorge spontaneo ed immediato perché oltre ad avere una vastissima scelta di arredi, Ikea è pratica. Puoi comprare il mobile che vuoi, montarlo tu stesso. Inoltre la scelta degli interni è vastissima, ha molti stili differenti e sicuramente anche il tuo. Per non parlare poi dei prezzi vantaggiosi rispetti ai suoi competitor.   Ma la maggior parte di questo successo non sono i prodotti IKEA bensì la strategia di comunicazione e marketing che c’è dietro.   Vediamo la storia di IKEA   Ikea nasce in Svezia nel 1945 ad Älmhult, grazie a Ingvar Kamprad, suo fondatore. La sigla è l’acronimo di Ingvar Kamprad Elmtaryd Agunnaryd, ovvero il nome e cognome del fondatore, più il nome della fattoria di famiglia (Elmtaryd) e persino del paese in cui egli è cresciuto (Agunnaryd).   La società ha sempre avuto un grande legame con il paese d’origine e lo mantiene ancora oggi attraverso i colori del blu e del giallo della bandiera svedese, nello stile e nella filosofia di vita: non sprecare nulla. È proprio grazie all’attenzione ai costi superflui, ai prezzi bassi e l’essere così accessibile che Ikea oggi è uno dei brand più conosciuti dell’interno pianeta.   La strategia marketing Ikea   A far classificare Ikea tra i Love Brand la strategia integrata che nel tempo ha saputo sfruttare tutti gli strumenti tradizionali di comunicazione sia online che offline. 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Tutto questo non fa del catalogo Ikea una semplice brochure ma bensì la storia di un brand a portata di mano.     Il Catalogo Ikea è stato considerato uno degli oggetti di comunicazione più potenti che ci sia mai stato, ancora oggi studiato per via del suo geniale modo di raccontare storie e momenti di vita di tutti i giorni. Un’invenzione che va ben oltre un semplice raccoglitore di prodotti e prezzi.   L’innovazione   Il brand è legato alla tradizione e alla voglia di raccontarsi ma si mette ogni anno in gioco per crescere in ambito di innovazione. Questo è alla vista di tutti attraverso il Catalogo Ikea ora interattivo, attraverso l’app IKEA Place che permette di provare gli arredamenti nelle stanze della propria casa in 3D sfruttando la tecnologia AI, intelligenza artificiale per la realtà aumentata.   Campagne Marketing   Tra le campagne più rinomate, il video lanciato nel 2015, in concomitanza con l’ultima invenzione Apple. Il video divenuto ben presto virale, mostrava la poesia dello sfogliare con le mani la carta del catalogo, sentendola tra le dita, una pubblicità in netto contrasto con gli eBook. Oppure milioni di pubblicità cartacee e cartelloni pubblicitari sempre con tono scherzosi e pungenti, come quella relativa allo sconto sulle culle per i nuovi nati.     Ambient Marketing ed il Guerilla Marketing   Uno dei mezzi più potenti sfruttati al meglio dalla multinazionale è l’ambient marketing. Le installazioni presenti sia all’interno dello store, che consente quindi di vivere determinati ambienti e anche fuori dallo shop.   Nella metro parigina di Medeleine fu arredata con mobili ed accessori brandizzati. Questo è successo anche in altri luoghi ovviamente, come alle fermate dei bus in centro città. Una strategia che trasforma un catalogo in qualcosa di fisico che si può provare e vedere. Ha di sicuro un impatto molto più forte rispetto ad un cartellone pubblicitario.     Social   “Ikea è casa e quotidianità” un ideale che risuona in ogni canale social che è appositamente studiato per promuovere questo messaggio al cliente. La strategia perseguita è quella di dedicare una pagina per ogni Paese, piuttosto che un’unica globale. Questa scelta offre una comunicazione diversificata a seconda della lingua, contenuti ed abitudini.   Originalità   Emblematico fu il caso in cui per sbaglio su Facebook ci fu un post Ikea di sei lettere casuali “hhsdjh” che divenne in pochi secondi uno dei contenuti più virali di sempre. Per sfruttare a proprio vantaggio l’occasione, Ikea ha coinvolto i suoi utenti ad utilizzare l’hashtag #hhsdjh per condividere riflessioni sul tema dell’errore e per promuovere un’edizione super iconica della shopper blu da regalare ai fan con su scritto proprio quelle lettere.     La campagna eclatante con l’aggiunta di “Ops” per sottolineare ancora una volta l’errore che si è saputo tramutare in un vantaggio inaspettato.   Seguici per altre curiosità nel mondo del marketing!
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Paola Palmieri 09/01/2021

5 idee di marketing per aumentare le vendite durante i saldi
È ufficiale: lunedì partono i saldi periodo dell’anno tanto atteso da tutti. Questo è il momento giusto per concludere un acquisto che meditavamo da tempo e farci un regalo in più: non perdere l’occasione! Se sei un imprenditore poi ed hai un e-commerce non puoi tralasciare alcun elemento. La tua strategia deve essere ben strutturata e mirata per dare i suoi frutti in questo periodo. Vediamo come. Nuovo anno, nuove opportunità Se dicembre rappresenta tempo di bilanci, gennaio è un po’ per tutti un nuovo inizio, tempo di buoni propositi per affrontare l’anno con il piede giusto. C’è chi si ripromette di mangiar sano, chi di muoversi di più e così via. Cosa puoi fare tu con il tuo business? Offrire la soluzione giusta: fare in modo che il tuo prodotto o servizio si riveli utile e vada incontro a queste esigenze. Parola d’ordine: distinguersi, e questo vale ancora di più durante i saldi. Perché? Scopriamolo insieme. Saldi! Saldi! Saldi! Il traffico online durante il periodo dei saldi ha una forte impennata, tutti a cercare l’offerta perfetta e a portare a casa il risultato. Cavalca l’onda e sfrutta questo flusso di traffico a tuo vantaggio ma attenzione i clienti sono molto esigenti e tu devi dar loro ciò che cercano: sconti non vuol dire per forza vendite. Come procedere allora? Tante sono le idee e i consigli da seguire per ottenere i risultati tanto sperati: seguine alcuni.  1.      Indirizza il traffico con social media e pubblicità La prima cosa da fare è farti conoscere e fare in modo che potenziali acquirenti arrivino alla tua pagina. Per fare questo hai numerosi strumenti, i più validi sono la pubblicità e i social media: promuovi il tuo brand su Facebook (con Facebook ads), su Google (con Google ads) e su altri canali che il web ti offre.  2.      Crea post sui social Per aumentare le vendite poi devi curare molto la tua pagina social creando contenuti interessanti ed originali ma devi farlo per tempo, pianifica tutto almeno un paio di settimane prima dell’inizio dei saldi e questo per creare la giusta attesa, giorno dopo giorno. Deve essere chiaro quando iniziano i saldi e gli sconti che proponi. 3.      Utilizza i pop up I pop up sono uno strumento prezioso durante i saldi se usati con parsimonia possono trasformare facilmente il traffico in lead. Usa un semplice pop up per informare i tuoi visitatori delle offerte in arrivo o in corso.  4.      Rifai il look al sito Il tuo sito di e-commerce deve rifarsi il look per l’occasione: un trucco davvero semplice per incrementare le vendite è quello in homepage di reindirizzare gli utenti verso le offerte in corso. Attirerai così più persone verso quel canale moltiplicando le possibilità di vendita. Cosa aspetti? Trascurare questo elemento sarebbe un vero e proprio autogol. Ricorda di rivolgerti ad un professionista del settore per offrire sempre un prodotto di qualità e mai banale. 5.      Campagne e-mail Informa i tuoi abbonati dei saldi in arrivo, proponendo loro acquisti prima della partenza ufficiale e ingolosendoli con un canale privilegiato. E se qualcuno giunge al tuo e-commerce per la prima volta mette un prodotto nel carrello e va via? Usa le campagne e-mail e converti i tuoi contatti in nuovi clienti.   Con la lettura del nostro articolo speriamo tu abbia trovato l’idea giusta per far emergere e crescere il tuo business non solo durante i saldi. Sii sempre attento a cogliere le opportunità che il mercato ti offre e per qualche idea in più non esitare a scriverci nei commenti e a seguire il nostro blog di marketing e non solo.  
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