Visual marketing: le immagini che vendono

Tiziana Troisi 09/01/2022 0

 

Un detto molto diffuso ce lo ricorda benissimo: anche l’occhio vuole la sua parte: quando acquisti un prodotto o ancora più semplicemente quando navighi in rete, quello che ti colpisce di più sono le immagini.

Analizzando le interazioni tra persone che avvengono sui social, capiamo ancora meglio un aspetto molto importante delle nostre vite: l’essere umano ormai utilizza le immagini per comunicare: meme, gif, emoticon e tanti altri piccoli esempi sono il segno tangibile di quanto il modo di comunicare e relazionarci con gli altri sia cambiato: tutti preferiscono affidare le proprie sensazioni alla velocità di un meme, piuttosto che perdere il poco tempo che hanno nella scrittura di un messaggio-

Per rendere tutto ancora più chiaro e certo eccoti una spiegazione leggermente più scientifica: il nostro cervello è attivato a livello cognitivo dai colori e dalle immagini, più che dalle parole. Sono le immagini e i colori ad esse associati ad evocare emozioni.

Ecco perché comunicare con le immagini ad oggi è sempre la soluzione migliore per chi vuole dare nuova linfa al proprio brand.

Ormai il marketing classico non basta più a promuoversi nel modo migliore: nei post sponsorizzati c’è comunque una buona porzione di testo a cui difficilmente chi si trova davanti ad un post sponsorizzato presta attenzione.

Visual marketing: cos’è

Come catturare subito l’attenzione dei potenziali clienti? Se non hai più idee su come far crescere il tuo brand il segreto è affidarsi al visual marketing. Non lo conosci? Ti spieghiamo subito di cosa si tratta. È detto visual marketing tutta quel ramo del marketing che tratta le immagini e le utilizza per fare engagment e coinvolgere il suo pubblico.

I componenti

Fanno parte del visual marketing tutte quelle attività che hanno di fatto a che fare con l’immagine:

  • Logo e font del brand
  • Meme
  • Immagini promozionali
  • Video social
  • Storytelling

Come abbiamo detto, uno dei primi strumenti di visual marketing è sicuramente il logo del tuo brand: quando nasce un nuovo brand, è importantissimo avere chiaro quali valori il brand vuole abbracciare e quali emozioni vuole trasmettere, cosi da dare alla marca la giusta identità visiva, che faccia capire subito da che parte il brand voglia stare. Per esempio, se si tratta di un brand per donne di una certa età, bisogna stare attenti a non utilizzare colori troppo accesi.

È importante, infatti, quando si decide l’identità visiva di un brand, tenere conto anche dei gusti tipici del target di riferimento.

Fare marketing con i meme

Veniamo alla parte più importante e più divertente quando si parla di visual marketing: i meme. Per chi non lo conosce, i meme non sono altro che immagini estrapolate da altri contesti, diventati talmente iconici da assumere un significato completamente autonomo nella community di appartenenza.

Per capire veramente un meme, quindi, è necessario conoscerne un minimo la storia e il contesto da cui questo stesso meme è stato generato. Per riuscire ad utilizzare i meme nella tua strategia di visual marketing è importante scegliere quello giusto. Dovrai scegliere un meme che la tua community di riferimento riconosca e comprenda.

In alternativa, soprattutto se si tratta di una community giovane, potresti fare in moda da stimolare le interazioni tra i tuoi clienti affezionati ed invitarli a creare un mene che rappresenti il brand. Esempio banale: potresti proprio lanciare un contest che invogli i tuoi followers a creare il meme migliore per rappresentare il brand.

. Visual marketing con lo storytelling

Inutile dire che anche le immagini promozionali giocano un ruolo fondamentale nella tua strategia di visual marketing: se sei stanco delle solite foto statiche potresti provare ad utilizzare i caroselli: una galleria di immagini che raccontino la storia del tuo brand. La caratteristica migliore dei caroselli è sicuramente quella di essere interattivi: per sapere come continua la storia raccontata nella prima immagine, chi guarda il carosello dovrà scrollare a destra con il dito.

A proposito di caroselli e storie, ecco un altro punto importantissimo: se vuoi raccontare il tuo brand attraverso le immagini devi avere una storia importante da raccontare. Crea una storia dietro al tuo brand: racconta come e perché è nato, racconta le emozioni che ci sono dietro.  Fare storytelling è fondamentale: ai clienti più che i prodotti, interessa la storia che c’è dietro.

Mettici la faccia

E tu, quale storia vuoi raccontare? Qualsiasi sia la tua intenzione, ora come ora la cosa migliore da fare è restare autentici: non servono racconti di storie mirabolanti per fare successo. Basta mettere la faccia in quello che fai.

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Paola Palmieri 26/02/2021

Marketing omnichannel: cos’è e perché è importante
Un tipo di approccio al marketing e alle vendite è quello che viene definito omnichannel vale a dire un modo per avvicinarsi al cliente fornendogli un’esperienza fluida, continua e senza interruzione alcuna. Il cliente, infatti, può decidere di effettuare acquisti comodamente da casa sfruttando il canale online del tuo e-commerce (tramite cellulare, pc o altro dispositivo) o, al contrario, di farlo fisicamente recandosi presso il punto vendita prescelto.   L’omnicanalità è appunto questo: un’azione sinergica ed un’esperienza integrata. Vediamola più da vicino. Marketing omnichannel: cos’è Per un’azienda puntare su un tipo di marketing omnichannel si traduce spesso in una scelta vincente perché, come definizione vuole, “per il consumatore non esiste più una netta distinzione tra spazio fisico e spazio virtuale” e dunque la relazione con il brand può avvenire in ogni tempo e in ogni luogo.  Questo tipo di strategia risulta essere molto efficace quando reparto marketing, sales e customer service si fondono dando di sé un’immagine univoca. Quale la differenza con il marketing multicanale? Scopriamolo di seguito.  Differenza con il marketing multicanale Mentre con il marketing omnichannel si parla di integrazione e sinergia tra i canali di comunicazione e quelli  di vendita, con la multicanalità essi appaiono piuttosto slegati tra loro. O meglio, concretamente sia chi usa l’omnicanalità sia chi punta sulla multicanalità ha dei canali di comunicazione con i clienti vale a dire siti, social, blog ecc. solo che: 1. nel primo caso c’è una buona progettazione e tramite queste piattaforme si riesce a dialogare con il cliente in maniera fluida 2. nel secondo caso (vale a dire quello della multicanalità) il risultato non è di perfetta integrazione per cui il messaggio giunge incoerente ed inefficace.   Marketing omnichannel: il segreto del suo successo Per buttar giù delle idee per un buon marketing omnichannel ci deve guidare sostanzialmente ciò che vuole il cliente. La customer experience è tutto ciò che conta per questo è bene progettare un’esperienza con delle offerte ad hoc.  Il consumatore, infatti, premia il brand qualora si senta al centro dell’attenzione e coccolato: largo ad offerte e a promozioni dedicate che conquisteranno il cuore dei clienti. Stando a delle indagini effettuate negli anni scorsi si evince come quasi il 50% dei clienti faccia acquisti di impulso sotto la spinta di un’esperienza cucita su misura per loro: gusti e preferenze.  Il segreto sta tutto in un lavoro sinergico tra i vari comparti all’interno dell’azienda, si parte da dati per offrire proposte coerenti ai propri clienti. Veniamo ai vantaggi.  Vantaggi del marketing omnichannel Impostando una buona strategia di marketing di questo tipo, diversi sono i vantaggi di cui potrai godere. Vediamone alcuni: • offerta personalizzata • diminuzione dei costi • aumento dei guadagni • incremento della lealtà dei clienti. Ma cosa vogliono al giorno d’oggi i consumatori che il marketing omnichannel riesce loro a dare? Scopriamolo insieme.  Cosa vogliono i consumatori Stando a varie indagini del settore risulta che il consumatore prima di procedere all’acquisto ha bisogno di: • sapere che c’è un punto di riferimento sempre cioè che possono contare su un addetto del servizio clienti • ricevere assistenza in tempo reale • ricavare tutte le informazioni di cui hanno bisogno senza le quali perdono di interesse • un servizio impeccabile.  Il caso Sephora Un caso su tutti di marketing omnichannel perfettamente riuscito è quello che vede la multinazionale delle profumerie francese mettere in campo strategie ad hoc rivolte ai clienti. Sephora, infatti, dà la possibilità ai propri clienti di vivere un’esperienza unica creando un account e immergendosi nel virtuale in beauty experience e sessioni di trucco che possono continuare poi in negozio.  Se hai trovato spunti interessanti nel corso della lettura del nostro articolo, programma anche tu la tua strategia omnichannel e continua a seguirci con i prossimi appuntamenti di marketing e non solo. Se hai dubbi, perplessità o pura curiosità contattaci pure, saremo felici di risponderti.   
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Tiziana Troisi 26/11/2020

Green marketing e Bike marketing, le strategie sostenibili
Il marketing si fa più buono e si preoccupa più della nostra terra. La sensibilità verso le tematiche ambientali è oggi più forte di prima. Sempre più persone orientano i propri acquisti in base a fattori legati al concetto di sostenibilità. Un packaging che riduce i rifiuti, completamente compostabile, un brand che ha adottato un codice green o ha ottenuto certificazioni ambientali può determinare la scelta d’acquisto. Vediamo come il termine “green” può essere accostato al marketing e alle vendite. Che cos’è il Green marketing Il Green Marketing è una strategia di vendita che promuove, sviluppa e commercializza prodotti e servizi che, non solo vanno a soddisfare un bisogno del cliente, ma evitano il più possibile impatti negativi sull’ambiente oppure contribuiscono decisamente alla sua tutela. L’adozione di politiche di sviluppo ecosostenibili e di una vocazione ecologica sono diventate un punto di forza per le aziende. Non si parla, infatti, solo di un prodotto ecologico ma anche di reputation e di attenzione alla sostenibilità di un brand. Promuovere attività sociali, aderire a campagne e sostenere associazioni possono essere tutte attività che il cliente premierà. Un consumatore diverso, che è informato e consapevole e per cui il marchio acquisisce un significato sociale, etico ed anche morale. Green marketing mix, le 4P del Il marketing mix indica l’insieme delle attività operative che caratterizzano un piano di marketing. Jerome McCarthy, nella metà del secolo scorso teorizzò il concetto di marketing mix sintetizzato in 4P, ampiamente riprese da Philip Kotler. Quali sono le 4 P del Green marketing? Prodotto: ecologico ed ecosostenibile. Prezzo: non necessariamente basso. Il consumatore è disposto a pagare anche un prezzo più alto della concorrenza in cambio di un prodotto “green”. Posto: dove si trova la merce? Il packaging conta tantissimo. Il contenitore che non utilizza veline e polistirolo e predilige il cartone e i materiali biodegradabili sarà certamente preferito. Come viaggia la merce? Se la logistica è affidata ai trasporti su rotaie o a mezzi elettrici, questo aspetto va reso noto. Promozione: la comunicazione deve sottolineare iniziative e campagne green. Se ci sono certificazioni ambientali investimenti ecologici. Vengono oggi aggiunte altre due importanti P al Green Marketing: ·         Partnership: coalizzarsi e associare società o associazioni per sposare insieme cause ambientali. ·         Policy: le politiche aziendali e il codice etico sono elementi fondamentali dell’azienda che da, così,  concretezza al suo impegno. Il bike marketing  Il Bike Marketing , anche esso, è legato al concetto di sostenibilità. Si fa riferimento con questo termine all’uso della bici nelle tecniche di Marketing Digitale. Un esempio di questa strategia è il cicloattivismo su cui tanti marchi, anche importanti, stanno puntando ultimamente. Sono sempre più frequenti, infatti, le biciclette utilizzate come mezzo pubblicitario, che stanno sostituiscono l’auto brandizzata. Molte società, quindi, personalizzano le biciclette, rendendole un vero e proprio strumento pubblicitario, da sviluppare anche a livello locale. Una delle forme più interessanti di applicazione è il Bike hotel marketing, ovvero la promozione della struttura ricettiva che passa per una strategia incentrata sull’aspetto bike friendly e, quindi, eco friendly.
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Gabriella Avallone 22/05/2021

Dove c’è marketing c’è casa: la storia di IKEA
Se pensi all’arredo di casa è difficile non fare prima un giro da IKEA, una della più grandi realtà mondiali dell’arredamento. Il pensiero sorge spontaneo ed immediato perché oltre ad avere una vastissima scelta di arredi, Ikea è pratica. Puoi comprare il mobile che vuoi, montarlo tu stesso. Inoltre la scelta degli interni è vastissima, ha molti stili differenti e sicuramente anche il tuo. Per non parlare poi dei prezzi vantaggiosi rispetti ai suoi competitor.   Ma la maggior parte di questo successo non sono i prodotti IKEA bensì la strategia di comunicazione e marketing che c’è dietro.   Vediamo la storia di IKEA   Ikea nasce in Svezia nel 1945 ad Älmhult, grazie a Ingvar Kamprad, suo fondatore. La sigla è l’acronimo di Ingvar Kamprad Elmtaryd Agunnaryd, ovvero il nome e cognome del fondatore, più il nome della fattoria di famiglia (Elmtaryd) e persino del paese in cui egli è cresciuto (Agunnaryd).   La società ha sempre avuto un grande legame con il paese d’origine e lo mantiene ancora oggi attraverso i colori del blu e del giallo della bandiera svedese, nello stile e nella filosofia di vita: non sprecare nulla. È proprio grazie all’attenzione ai costi superflui, ai prezzi bassi e l’essere così accessibile che Ikea oggi è uno dei brand più conosciuti dell’interno pianeta.   La strategia marketing Ikea   A far classificare Ikea tra i Love Brand la strategia integrata che nel tempo ha saputo sfruttare tutti gli strumenti tradizionali di comunicazione sia online che offline. Se Ikea non viene vista solo con un fornitore di arredi ed accessori ma come un vero e proprio fornitore di contenuti è la strategia di content marketing.   In primis è stata la prima tra le aziende a promuovere contenuti che rispecchiassero la mission aziendale, dai valori al design, i servizi ed i rapporti interni del team di lavoro. Life Improvement Store è infatti, da sempre, il motto aziendale.   Lo storytelling   Il catalogo di Ikea non è mai stato un raccoglitore di prodotti presenti in store ma bensì anche il modo tramite il quale il brand si raccontava ed entrava nelle case della gente. Lo storytelling è una delle ragioni di successo delle sue campagne. Basti pensare che le copie stampate ogni anno sono oltre 200 milioni, diverse centinaia di pagine, in oltre 38 edizioni in almeno 17 lingue differenti. Tutto questo non fa del catalogo Ikea una semplice brochure ma bensì la storia di un brand a portata di mano.     Il Catalogo Ikea è stato considerato uno degli oggetti di comunicazione più potenti che ci sia mai stato, ancora oggi studiato per via del suo geniale modo di raccontare storie e momenti di vita di tutti i giorni. Un’invenzione che va ben oltre un semplice raccoglitore di prodotti e prezzi.   L’innovazione   Il brand è legato alla tradizione e alla voglia di raccontarsi ma si mette ogni anno in gioco per crescere in ambito di innovazione. Questo è alla vista di tutti attraverso il Catalogo Ikea ora interattivo, attraverso l’app IKEA Place che permette di provare gli arredamenti nelle stanze della propria casa in 3D sfruttando la tecnologia AI, intelligenza artificiale per la realtà aumentata.   Campagne Marketing   Tra le campagne più rinomate, il video lanciato nel 2015, in concomitanza con l’ultima invenzione Apple. Il video divenuto ben presto virale, mostrava la poesia dello sfogliare con le mani la carta del catalogo, sentendola tra le dita, una pubblicità in netto contrasto con gli eBook. Oppure milioni di pubblicità cartacee e cartelloni pubblicitari sempre con tono scherzosi e pungenti, come quella relativa allo sconto sulle culle per i nuovi nati.     Ambient Marketing ed il Guerilla Marketing   Uno dei mezzi più potenti sfruttati al meglio dalla multinazionale è l’ambient marketing. Le installazioni presenti sia all’interno dello store, che consente quindi di vivere determinati ambienti e anche fuori dallo shop.   Nella metro parigina di Medeleine fu arredata con mobili ed accessori brandizzati. Questo è successo anche in altri luoghi ovviamente, come alle fermate dei bus in centro città. Una strategia che trasforma un catalogo in qualcosa di fisico che si può provare e vedere. Ha di sicuro un impatto molto più forte rispetto ad un cartellone pubblicitario.     Social   “Ikea è casa e quotidianità” un ideale che risuona in ogni canale social che è appositamente studiato per promuovere questo messaggio al cliente. La strategia perseguita è quella di dedicare una pagina per ogni Paese, piuttosto che un’unica globale. Questa scelta offre una comunicazione diversificata a seconda della lingua, contenuti ed abitudini.   Originalità   Emblematico fu il caso in cui per sbaglio su Facebook ci fu un post Ikea di sei lettere casuali “hhsdjh” che divenne in pochi secondi uno dei contenuti più virali di sempre. Per sfruttare a proprio vantaggio l’occasione, Ikea ha coinvolto i suoi utenti ad utilizzare l’hashtag #hhsdjh per condividere riflessioni sul tema dell’errore e per promuovere un’edizione super iconica della shopper blu da regalare ai fan con su scritto proprio quelle lettere.     La campagna eclatante con l’aggiunta di “Ops” per sottolineare ancora una volta l’errore che si è saputo tramutare in un vantaggio inaspettato.   Seguici per altre curiosità nel mondo del marketing!
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