Il marketing emozionale, come puntare sui sentimenti

L'irrazionale come leva d'acquisto, scopriamo come sfruttarlo

Tiziana Troisi 04/03/2021 0

Il marketing emozionale è detto anche marketing esperienziale poiché l’obiettivo di questa strategia di vendita è quello di far vivere al cliente un’emozione unica, una vera e propria esperienza che colpisca il cuore del cliente e resti sedimentata tra i suoi ricordi.

Immaginario collettivo, l’emotività, l’irrazionalità sono questi i fattori su cui punta l’emotional marketing e a teorizzarlo per la prima volta fu Bernd H. Schmitt, professore della Columbia University.

Il professore lo descrisse come “un’esperienza memorabile che il cliente deve sperimentare, tale da superare le sue aspettative”. Una campagna di emotional marketing, dunque, anticipa i desideri inconsci del cliente e al contempo li soddisfa.

La potenza del contatto emotivo

Creare empatia e vicinanza  col proprio cliente, se non un vero e proprio legame emotivo, è la modalità migliore per fare brand awareness. La vision diventa a questo punto fondamentale: i valori, gli ideali, le aspirazioni che sono alla base del mondo della marca dovranno trovare espressione nella campana pubblicitaria. Rendendo visibili e tangibili gli aspetti valoriali del marchio, il brand potrà parlare al cuore del possibile cliente e coinvolgerlo nel mondo ideale che il marchio ha costruito.

Le esperienze teorizzate da Schmitt

Nel 1999 Bernd H. Schmitt ha definito questa tipologia di marketing ed ha anche individuato 5 Strategic Esperential Modules (SEMs) che possono anche essere combinate tra loro per creare esperienza multisensoriali.

Secondo Bernd Schmitt, quindi, è possibile fare leva sugli aspetti irrazionali dell’acquisto per produrre esperienze irripetibili.

Per esempio, il cliente può assaggiare il prodotto, annusare profumi che evocano ricordi lontani, vedere un video emozionante, interagire col prodotto. L’obiettivo resta sempre uno: emozionare, coinvolgere, creare relazione. Lo storytelling in questo è fondamentale se si parla di conquiste e vittorie, di sacrifici e di obiettivi raggiunti, facendo parlare personaggi famosi e gente comune.

Ecco l’elenco delle 5 esperienze di Shmitt:

  • SENSE experiences, esperienze che coinvolgono i sensi;
  • FEEL experiences, esperienze che coinvolgono le emozioni;
  • THINK experiences, esperienze che coinvolgono la mente in senso creativo e cognitivo;
  • ACT experiences, esperienze legate all’aspetto fisico;
  • RELATE experiences, esperienze basate sulla relazione.

Brand ed emozioni

Anche il claim può puntare tutto sulle emozioni, ne sono un esempio marchi come Mc Donald’s che ha associato le emozioni al proprio logo attraverso il claim come “I’m lovin’ it” o, come Coca Cola che ha scelto “Choose happyness”. Oppure Muller “Fate l’amore con il sapore”.

Quante volte abbiamo ricordato con gli amici quella vecchia pubblicità con un jingle davvero irresistibile? La pubblicità tormentone è l’esempio di una campagna pubblicitaria che coinvolge i sensi e, quindi, la parte irrazionale di noi.

Parlare al cuore del proprio cliente permette di stabilire una relazione emotiva ed una fidelizzazione possibilmente indissolubile. Talmente forte che il consumatore sarà più propenso a soprassedere sul prezzo e ai difetti del prodotto.

Come realizzare una campagna di Emotional Marketing

Il rapporto con il cliente deve essere bidirezionale, è questa la guida che ci deve servire da orientamento per costruire una campagna pubblicitaria basata sull’emotional marketing: non un cliente da convincere ma da coinvolgere.

Creare storie e personalizzare la comunicazione è un primo passo in questo senso, nel farlo diamo del che tu all’interlocutore e avviciniamoci al suo mondo toccando i tasti dei valori universali. 

Il marchio diventerà così quasi invisibile rispetto al racconto, il protagonista è il messaggio che in questo caso è un sentimento: l’auto-realizzazione, la realizzazione di un desiderio, il bisogno di appartenenza etc.

Non a caso in questo tipo di video il logo appare solo alla fine come a firmare l’opera e a ricondurre i valori toccati e le emozioni sollecitate al suo mondo.

Sono sempre le parole e il contenuto i veri protagonisti di una strategia di marketing. Ancora una volta il content marketing domina la scena, con un dominio in particolare del video come formato.

Farlo bene significa affidarsi ad un esperto copy e ad un esperto marketer che possano individuare insieme il valore da trasmettere, l’emozione da suscitare e anche la storia da narrare.

La garanzia di successo è molto alta quando si parla di sentimenti come lo è anche l’insuccesso, l’epic fail può trasformarsi in una pietra tombale, perciò attenti, nessuna improvvisazione!

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Gabriella Avallone 16/09/2020

Perché Philip Kotler viene citato in tutti i libri di marketing?
Philip Kotler è stato definito il padre del marketing moderno e ancora il guru del management dal Financial Times, dopo Jack Welch, Bill Gates e Peter Drucker. È riconosciuto come l’esperto al mondo delle strategie di marketing ed è impossibile non averne sentito parlare. Le teorie di Kotler sono infatti onnipresenti sui libri di marketing proprio perché egli ha dato un importante contributo alla strutturazione del marketing in quanto disciplina scientifica.   La sua opera più conosciuta è Marketing Management, di cui la prima edizione risale al 1967. Questo testo è riconosciuto tra i più autorevoli in questo ambito ed è difatti ancora diffuso nelle università di Business di tutto il mondo. Kotler sostiene la necessità di fondare l’idea di marketing su una base scientifica, dal punto di vista manageriale, anziché puramente merceologico, come avveniva prima di lui.   Il Marketing da prima conosciuto come funzione d’impresa diventa dopo di lui il processo di gestione dell’intera impresa.   Vediamo alcuni dei più importanti studi di Kotler sul marketing:   Orientamento al mercato: Con le sue idee Kotler ha rivoluzionato quello che era considerato Marketing prima di lui, infatti si può dire che egli ne ha ribaltato la direzione tradizionale che prima avveniva dall’interno all’esterno dell’impresa e che ora cambia rotta.   Il passaggio Production Oriented per organizzare la produzione in modo che il prodotto finale sia efficace e di qualità dovrà per forza comprendere le leggi di mercato. Individuare il mercato o ancor meglio il cliente è fondamentale per comprendere i bisogni insoddisfatti e rispondere con un’offerta di qualità che potrà essere apprezzata maggiormente a chi la stiamo proponendo. Kotler spiega che il Marketing non è un processo lineare ma circolare e che per entrare in un’ottica competitiva necessita di individuare le opportunità, i punti di forza che agiscono sul mercato.   Il concetto di marketing ampliato:   Kotler estende il campo d’azione del marketing, conferendogli una definizione molto più ampia ovvero: “strumento per comprendere, creare, comunicare e distribuire valore”.   Modello delle quattro P:   Impossibile non averne sentito parlare prima del noto modello delle quattro P e del marketing mix secondo Philip Kotler. Questo concetto era stato già introdotto da Jerome McCarthy ma la diffusione si deve a Kotler. Il modello racchiude e organizza le attività di marketing operativo in 4 passaggi: -       Product; -       Price; -       Placement; -       Promotion.   In seguito sono state aggiunte altre voci a questo modello come ad esempio la sesta P di Packaging.   Modello delle quattro C:   Successivamente Kotler ampia il modello precedente ed associa alle P il modello delle quattro C, che stanno per:   -       Customer value, ovvero il valore per il cliente; -       Costo per il cliente; -       Convenienza; -       Comunicazione   Questo modello evidenzia l’importanza del valore del cliente che viene prima di ogni altra cosa. Con le sue intuizioni si iniziò a focalizzarsi sul cliente, target o prospect. Un aspetto fondamentale che getta le basi anche per le conoscenze in campo di digital marketing.   Questo articolo ti è stato d'aiuto? Se desideri approfondire qualche aspetto del marketing che ancora ti è poco chiaro scrivici nei commenti! 
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Gabriella Avallone 12/11/2020

Chi è il Buyer Persona e perchè è così importante
Al momento della stesura di un Business Plan, di un Piano Di Comunicazione o una Campagna Pubblicitaria, tra i punti da definire c’è sempre il Target. È impossibile studiare una strategia di marketing su un gruppo di persone non definite o peggio ancora alla massa. Anche perché quell’insieme di utenti, di potenziali clienti e innanzitutto di persone, hanno i loro personali gusti, le loro esigenze e molto altro ancora.   Per costruire tecniche di vendita accattivanti e competitive è risaputo che dobbiamo anche conoscere l’offerta e la domanda, per non portarla sulle lunghe, dobbiamo conoscere alla perfezione le esigenze dei nostri clienti. E come facciamo a saperlo?   Per farlo bisognerà letteralmente calarsi nei panni del cliente tipo. Per Buyer Persona si intende il ritratto di un utente che incarna un determinato pubblico di riferimento. Questa modalità serve a trovare più facilmente potenziali clienti.   Una volta trovata la Buyer Persona si procederà sia a rendere più agevoli i lavori in corso per l’ideazione di una nuova campagna ad esempio, che potrà mettere in risalto ciò che il nostro cliente tipo potrebbe letteralmente adorare.   La creazione delle Buyer Personas è senza dubbio la cosa più divertente e a tratti ricorda il famoso videogioco The Sims. Non è per niente difficile, innanzitutto vanno gettate le basi e poi si procederà con la sua creazione step by step.  Vediamo quali sono: -       Età; -       Occupazione; -       Stato Sociale; -       Indirizzo; -       Aspetto; -       Tipo di persona; -       Descriverne l’immagine; -       Frase tipo o pensiero; -       Motivazioni; -       Punti di forza; -       Punti di debolezza; -       Personalità; -       Livello di Tecnologia; -       Hobbies   Naturalmente non esiste solo questo modo. Chi non riesce a descrivere una persona tipo in tutto e per tutto, può dare un’occhiata a Eurisko per comprendere gli stili di vita. Questo può aiutare a capire le diverse definizioni di target ma attenzione! Lì si parla di “Target Group” non del Buyer Personas.  Per scendere nel dettaglio si può sempre fare affidamento ad altri tipi di strumenti come:   -       Interviste aperti a tutti, in particolar modo ai clienti più affezionati così da capire qual è il punto di forza dell’azienda che più l’invoglia ad acquistare. Parlare con più persone possibile aiuterà a capire il punto di vista del cliente finale.   -       Per chi non ha la possibilità di parlare apertamente con i propri clienti è possibile creare un questionario online e spedirlo via mail ai clienti attuali, mentre per quelli che ancora sconosciuti anche un sondaggio Instagram potrebbe aiutare a conoscere meglio i nostri follower.   -       Anche all’interno dell’azienda stessa è possibile avere più informazioni sui clienti, basta rivolgersi all’ufficio commerciale, essendo loro quelli a più stretto contatto con il pubblico, saranno sicuramente in grado di buttar giù qualche percentuale.   -       Se invece ci si vuole affidare agli infallibili metodi di Analytics e Social Media Insights sicuramente non ci si può sbagliare. Questi strumenti danno a disposizione molti dati tra cui la posizione geografica, gli interessi, il punto di vista demografico e molto altro.   Ma quando si parla di pubblicità cosa c’è di meglio della creatività. Per identificare la personalità di qualcuno si può partire dal nome, che nome gli dareste? Che tipo è? Che aspetto ha? Cosa fa nella vita? Ha passioni? Così facendo sarà molto più facile identificare una particolare persona. Poi si passa ad analizzare la sua età, localizzazione geografica, stato sociale, tipo di lavoro, carattere e tutti i punti fissati anche sopra in modo più schematico.   Poniamo il caso che il tipo di cui stiamo parlando, la nostra persona, si chiami Marco. Marco è un business man, ha l’agenda piena di impegni e sempre meno tempo. Viaggia per lavoro, per lo più in treno pertanto con sé porta dietro tutto il necessario per lavorare anche in  movimento con clienti nazionali e non. Sicuramente fa uso di prodotti tecnologici, pratici e tendenza. È un bell’uomo sulla 40ina, curato nell’aspetto e nello stile: capello un po' lungo, occhiali e rigorosamente in abito, con dettagli dandy. Il suo lavoro non gli lascia tempo per formare una famiglia ma con la sua compagna spesso si regala weekend da sogno nelle zone termali tra le colline toscane.   Secondo voi Marco sarebbe il cliente perfetto per quale brand? Scrivetelo nei commenti.
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Paola Palmieri 29/12/2020

5 idee di email marketing per Capodanno
Dal Black Friday in poi gli ultimi giorni dell’anno sono ricchi di spunti e di occasioni interessanti per omaggiare i clienti e generare conversioni. Chi ha un e-commerce lo sa bene il periodo natalizio è quello più proficuo in assoluto e affrontare i mesi autunnali con la giusta strategia rappresenta la formula vincente.  Si tratta di un periodo assolutamente coinvolgente: perché allora non beneficiare di quest’atmosfera e strutturare adeguatamente la tua efficace strategia di marketing? A come fare ci pensiamo noi di marketing e non solo: mettiti pure comodo e leggi di più.  Idee frizzanti per il tuo business Se ti stai chiedendo quale sia il modo migliore per salutare l’anno che se ne va e dare il benvenuto al nuovo anno, ricco di buoni propositi e di nuove opportunità, parti proprio dai tuoi clienti che nel corso dell’anno ti hanno dimostrato la loro fiducia e premiali.  La maggior parte delle vendite è vero si è appena conclusa con il Natale ma, puoi sempre cavalcare quest’onda emotiva legata alle festività natalizie, per continuare a costruire il tuo business, passo dopo passo. Se hai un e-commerce il canale email diventa fondamentale per espandere i tuoi affari: servono però gli strumenti, le conoscenze e la sensibilità giusta per farlo.  La tua strategia non va improvvisata ma pensata e pianificata per tempo. Se ti va di ringraziare i tuoi clienti e offrire loro altri buoni motivi per seguirti nel nuovo anno siamo pronti a darti alcuni spunti davvero frizzanti: pronto a copiarli? Partiamo dalla prima idea.   1. Offri uno sconto Sicuramente il modo più accattivante per conquistare nuovi clienti e tenersi stretti quelli fidelizzati è offrire loro una scontistica adeguata sui prodotti in vendita. Giocati questa carta con intelligenza e, per l’occasione, rendi lo sconto che offri il più originale possibile. Che ne dici ad esempio in vista del nuovo anno di offrire uno sconto del 21% o di €20,21? Un modo simpatico ed intelligente per invogliare agli acquisti i tuoi clienti, in vista della Befana o dei saldi che si avvicinano, le occasioni non mancano! 2. Scegli l’immagine giusta Per invogliare i clienti ad aprire la mail e a non cestinarla il nostro suggerimento è quello di curare molto l’oggetto e non essere mai banale: confondersi nella mischia non è affatto la strada giusta da percorrere. Cerca di agganciare l’attenzione di chi legge, ottenuta la quale, prova a stupire con l’immagine giusta: ma quale? Scegliere quella che più rappresenta il tuo business è un passo importante da cui dipende assieme alle poche righe che l’accompagnano il successo della tua campagna. Fa che resti impressa nella mente.  3. Crea un’e-card personalizzata Se in occasione delle feste non hai pensato di creare ed inviare curiosi bigliettini d’auguri, l’ultimo giorno dell’anno rappresenta l’occasione perfetta. Stile semplice ma efficace: questo tipo di email è molto facile da realizzare e ti conquisterà in un attimo. Non dimenticare di inserire un bottone per la call to action però.  4. Punta sulla vendita promozionale Creare una vendita promozionale in occasione del 1° gennaio può essere un modo interessante per catturare l’attenzione dei tuoi clienti che avranno solo poche ore a disposizione per: • sfruttare uno sconto • usufruire della spedizione gratis • ricevere omaggi, ecc. 5. Proponi articoli più venduti nello scorso anno Per concludere, invoglia a fare shopping proponendo una carrellata degli articoli più venduti nel corso dell'anno passato. I prodotti diverranno i veri protagonisti di questa email: scegli un layout semplice in cui saranno le immagini a parlare. Se il nostro breve articolo ti è stato d’aiuto, non esitare a chiedere ulteriori suggerimenti nei commenti e continua a seguire il nostro blog di marketing e non solo. Cin cin!  
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