Contact, Prospect; Lead: tutte le fasi del marketing funnel

Un percorso condiviso

Tiziana Troisi 25/02/2021 0

Forse non ci avete mai fatto caso ma ci sono modi e atteggiamenti diversi di fare shopping. C’è chi guarda in modo distratto le vetrine, chi entra in un negozio ma “solo per dare un’occhiata” e chi dopo un minuto ha già le idee chiarissime

 Ora che lo shopping si è spostato quasi del tutto in rete, l’online marketing ha dovuto trovare una definizione per questi diversi approcci all’acquisto.  Avrete sicuramente già sentito termini come lead, prospect e contact. Cosa significano? Qual è la differenza tra queste tre definizioni? Tranquilli, ve lo spieghiamo noi.

Si dice molto spesso che gli acquisti online siano dettati dall’impulso del momento. In realtà però, cosi come gli acquisti offline, anche quelli online sono fatti di un percorso, in cui a cambiare è il rapporto tra il cliente è l’azienda.

Marketing funnel: un percorso di fiducia

Un po’ come in tutte le relazioni, anche quella tra cliente e azienda è fatta di varie fasi. Si parte dalla fase iniziale in cui la conoscenza è superficiale fino ad arrivare ad un legame più consolidato.

Vediamo insieme le varie fasi più nel dettaglio:

Contact: il contatto è un cliente di cui l’azienda possiede i dati magari perché inseriti in un database aziendale o comprati attraverso accordi con aziende che si occupano di profilazione.
L’ azienda può decidere se cercare di creare un legame con il cliente di cui possiede i dati oppure no, a seconda delle proprie necessità. Se volessimo, paragonare questa definizione a un rapporto umano o di amicizia, si potrebbe dire che il contact non è altro che un conoscente.

Prospect: il prospect è un tipo di contatto che solitamente il marketing definisce potenziale acquirente. È un contatto che fa parte sicuramente del target di riferimento. Il prospect ha manifestato interesse per un certo prodotto (magari visitando lo shop che lo vende) ma di fatto, non ha mai cercato un contatto diretto. Ritornando alle metafore pseudo sentimentali, il prospect è un po’ come un match su Tinder. L’ affinità esiste, non resta che provare a coltivarla con un po’ di furbizia.

Lead: si tratta dell’ultimo step del percorso di ogni acquirente online. È il legame più auspicabile da parte di ogni azienda. Molte delle campagne di marketing sviluppate per il web hanno come obbiettivo la lead generetion. Questo termine, derivante dall’inglese legame, indica la nascita di un rapporto di scambio reciproco tra l’azienda e il cliente. Il lead non è un contatto come un altro.

In questo caso si tratta di una persona che ha manifestato un interesse diretto per l’azienda e per il prodotto e quindi decide di dare all’azienda i suoi dati, magari compilando un form o iscrivendosi alla newsletter.

Lead: il legame non basta

Il lead è per l’azienda un potenziale cliente. Sarà cura dell’azienda poi proporgli dei contenuti in grado di conquistarlo e spingerlo all’acquisto.

Proprio come per gli acquisti dal vivo, anche online: non tutti i clienti sono uguali. C’è il cliente che è l’incubo dì ogni commessa. Quello che: do solo un’occhiata: ti chiede colori, taglie, modelli, fa mille domande e poi va via, poco convinto. Per fortuna c’è anche chi arriva in negozio con un’idea ben chiara riguardo al suo acquisto e riesce ad ultimarlo in pochissimo tempo, senza indecisione.

È questo il cliente che tutti sognano, no?

Purtroppo, i clienti indecisi esistono anche online. Per questo, anche tra i lead occorre fare una distinzione:

Marketing Qualified Lead: è il cliente affezionato ma “guardone”. Si iscrive alla newsletter, crea una lista dei desideri, magari aggiunge pure al carrello. Ma non acquista mai.

Sales Qualified Lead: è il potenziale cliente che si trasforma in cliente e porta a termine la conversione. Quello che rende utili gli sforzi del brand. Una volta ricevuta la mail di contatto con la segnalazione delle ultime offerte, la apre, la legge e corre sul sito.

Corteggiare il cliente

Non sarebbe bellissimo se succedesse sempre così? Il marketing però, non è mai fatto di percorsi lineari. Ed è proprio in questi momenti che si mostra la sua forza. Chi cura le strategie di marketing deve saperlo: la lead generation non basta. Il cliente oggi vuole essere corteggiato, sentirsi importante. Siate confidenziali. Fate proposte che sembrino create apposta per lui. Allora, avrete vinto la sua fiducia.

Per sapere come rubare il cuore ai vostri clienti, continuate a seguire il nostro blog.

Potrebbero interessarti anche...

Gabriella Avallone 06/08/2020

Gli errori del Marketing Digitale
Il marketing digitale è un ottimo strumento per raggiungere più persone possibili ed aumentare quindi clienti e visibilità. Fatto in modo efficace contribuirà anche a fidelizzare i clienti ottenuti che raccomanderanno a loro volta il prodotto o servizio offerto. Naturalmente dietro c’è una combinazione vincente che comprende content marketing, email marketing, sito web e social media.   Avere una giusta pianificazione può essere la base su cui poter ottenere buoni risultati ma cosa succede se invece si sbaglia?   Vediamo allora quali sono gli errori del Marketing Digitale più frequenti da evitare.   Errore numero 1: Sbagliare obiettivi e tempistiche Un errore che spesso si fa in web marketing è quello di non essere chiari rispetto ad alcune tempistiche per ottenere dei risultati. Sicuramente ci sono tante variabili e fare una stima dei risultati raggiungibili non è molto facile, soprattutto quando si parla del web. Questo aspetto però è anche segno di una cattiva organizzazione e pianificazione degli obiettivi e del tempo impiegato per un progetto. Creare un calendario editoriale, pianificare al meglio le strategie e monitorarne man mano gli andamenti può essere una giusta chiave per rispettare le tempistiche stimate. Naturalmente tutto questo risulterà possibile solo se si ha un’idea ben precisa degli obiettivi da raggiungere, quindi mai sottovalutare strategia e pianificazione!   Errore numero 2: Incoerenza del messaggio. Per raggiungere un obiettivo è importante che i messaggi siano coerenti con esso. Non è corretto far leggere ad una persona lo stesso argomento per più di una volta. Come sopracitato, la strategia e la pianificazione devono essere il fulcro del nostro operato, il marchio, il blog, i post sui social media, le e-mail marketing ed il sito web devono ruotare attorno ad esso in modo coerente ed appropriato. Come si fa? Creando contenuti di qualità che siano strettamente legati al nostro focus principale. Questo vale per i testi, immagini visive, post e campagne pubblicitarie ma anche a livello SEO di parole chiave. La ricerca e l’utilizzo di keyword e backlink aiuteranno infatti a migliorare le classifiche, solo se ci si concentrerà sulla pertinenza, leggibilità ed un uso corretto di esse!   Errore numero 3: Trascurare la SEO Molti sottovalutano l’aspetto fondamentale della SEO. SEO infatti non riguarda solo quello che è visibile sul sito, esso infatti potrebbe avere contenuti meravigliosi ma classificarsi comunque male. Esistono molte possibili cause se accade ciò, ad esempio come una cattiva architettura del sito, una speed page bassa, mancanza di compatibilità con altri dispositivi mobile. Questa è la strategia che può aiutarci a rendere il sito leggibile e ottimizzato, oltre ad assicurarci un buon posizionamento nei risultati organici del motore di ricerca. La strategia SEO prevede 3 attività come: l’ottimizzazione tecnica; la creazione di contenuti e la loro promozione, perché mai trascurare questi aspetti?!   Errore numero 4: Continuare a sbagliare Se un tipo di strategia per il web non ha funzionato, non vuol dire che si è avuta poca fortuna, forse quel modo di fare le cose non è quello giusto! Invece di procrastinare nell’errore, conviene cambiare approccio. Spesso si dimentica di indirizzare questa strategia a persone, l’interazione con loro pertanto deve attenersi a delle analisi di mercato, alla fascia demografica, al tipo di target di riferimento a cui il nostro prodotto o servizio potrebbe realmente interessare. Va considerato inoltre anche il repentino cambiamento degli algoritmi dei motori e di ricerca nel tempo, non restare ancorati ad una vecchia strategia potrebbe essere pertanto la mossa giusta per non rischiare di diventare irrilevante per il web.   Errore numero 5: Copiare Proprio come a scuola, il web non premia chi copia. La mancanza di uno stile proprio, di una coerenza e di testi ricopiati con errori grammaticali o di battitura, penalizzerà di molto le classifiche. Come evitare questo? Semplice, affidandosi a professionisti del settore in questione che produrranno per te contenuti inediti e di qualità. Se pensi che esistano delle scorciatoie per arrivare al primo posto dei motori di ricerca tralasciando tempo, dedizione e qualità sappi che non sei sulla giusta strada.   Quest’articolo ti è stato d’aiuto? Se ti viene in mente qualche altro errore del Marketing Digitale comunicalo nei commenti!
Leggi tutto

Gabriella Avallone 28/02/2021

Marketing e leve psicologiche
Partiamo col dire che ci si riferisce a “leve psicologiche” come a quegli aspetti che riescono ad influenzare le nostre decisioni in modo efficace ad automatico.   Veniamo praticamente bombardati ogni giorno da una miriade di informazioni ma la nostra concentrazione dura solo 8 secondi. Pertanto il nostro cervello cerca di agevolarci, semplificando la realtà e creando degli schemi mentali fissi. Essi ci aiutano a risparmiare del tempo in fase decisionale, utilizzando rapidi suggerimenti. Tuttavia queste rapide vie d’uscita non sono semplici accorgimenti ma il modo in cui prendiamo il più delle volte decisioni, tanto da regolare su di esse la nostra vita senza nemmeno accorgercene.   E a questo punto entrano in giorno gli esperti di marketing o i “persuasori” per eccellenza, i quali cercano di sfruttare queste leve nel modo più efficace per indurci a dire “Sì, lo compro!”.   Leve psicologiche utilizzate nel marketing:   Contrasto:   Questo è un tipico esempio di leva, che agisce quando mettiamo a confronto due o più elementi. Avvertiamo solitamente questa differenza fra due prodotti come potrebbe essere uno molto costoso e poi uno economico, come nel periodo di saldi, si avvertirà una grande differenza anche se non c’è di fatto una grandissima offerta.   Reciprocità:   Rispecchia la formula del dare/avere. Come ad esempio potrebbe essere un servizio aggiuntivo, un omaggio, un buono sconto per i prossimi acquisti. “Se tu fai una cosa per me io mi sentirò in obbligo di ricambiare”. Per la verità è più facile spiegarlo se si pensa ad un amico che offre un passaggio in auto e per ricambiare tu gli offri il caffè.   Simpatia:   Creare una certa empatia con i clienti è sempre una mossa vincente. Rendersi simpatici anche tramite i social, attraverso i contenuti, tone of voice e video dinamici. Le persone sono più propense ad accettare richieste da qualcuno che piace e con le quali riscontrano più affinità di pensiero.   Autorità:   Mostrare di essere autorevoli nel proprio settore di competenza è un atteggiamento tipico che viene sfruttato dai persuasori. Uno degli esempi più eclatanti potrebbe essere l’uso di un influencer testimonial nella campagna di vendita per promuovere un prodotto o un servizio. Questa è una scorciatoia che aiuta il inconsciamente il nostro cervello a non pensarci troppo su e ad affidarci al marchio in quanto risulta “più grande” quindi acquisisce ai nostri occhi autorità.   Scarsità:   Questa è la tecnica utilizzata dalla maggior parte di collaborazioni, semplicemente inedite e scarse. Più una cosa è rara più il valore percepito aumenta. L’idea di una potenziale perdita in quel caso rappresenta un “mancato affare”. Prendiamo ad esempio il caso delle sneakers ad edizione limitata, che se non vengono acquistate al prezzo di partenza, subiscono poi l’aumento dei prezzi dai reseller.   Essere Socialmente conosciuti:   Il cosiddetto “effetto pecora”. Se tutti fanno una determinata cosa ci si sente inconsciamente più sicuri nel farla con l’idea che così facendo si evitano gli errori di percorso. Un tipico esempio sono i ristoranti, se un locale è sempre pieno ed affollato si avrà la percezione che offra pietanze di qualità, non importa a quel punto quanto sarà lunga la lista d’attesa. Anche questo effetto rappresenta una rapida scorciatoia per decidere come agire.   In quale di queste leve ti sei imbattuto più spesso? Racconta la tua esperienza nei commenti.
Leggi tutto

Paola Palmieri 27/11/2020

Black Friday: 10 consigli per il tuo business online
Letteralmente “venerdì nero” il Black Friday ricorre l’ultimo venerdì del mese di novembre e già da qualche anno a questa parte si è fatto largo in Italia diventando appuntamento fisso per molti. Alcune ricerche hanno fotografato il consumatore più coinvolto: vuoi sapere chi è? Un uomo tra i 35 e i 44 anni ma non solo, riesce ad appassionare trasversalmente un po’ tutte le fasce d’età ingolosite, nel periodo che si avvicina al Natale, da scontistiche interessanti.  L’evento affonda le sue radici negli anni 60 ci troviamo in Canada e Stati Uniti e tradizionalmente è il giorno dopo il Ringraziamento. Perché proprio black? Per le tante persone che si riversano nelle strade a caccia dello sconto perfetto! Trattandosi di un evento tanto atteso non lasciare che ti colga impreparato: leggi con noi 10 consigli per una strategia ideale di marketing Black Friday.  1. Pianifica la promozione Se vuoi attirare un buon numero di clienti devi iniziare a pensare a come organizzare la tua strategia vincente subito dopo l’estate. Il periodo in cui i consumatori iniziano a fare le prime ricerche per questa giornata di sconti è il mese di ottobre, in cui inizia lo shopping prenatalizio. Attirali con promozioni interessanti.  2. Decidi come e quanto scontare Durante il Black Friday i consumatori puntano ad almeno il 20% di sconto ma, più è lo sconto meglio sarà, questo è evidente. Sii competitivo proponi sconti aggiuntivi per più prodotti acquistati insieme e crea l’attesa giusta magari con un countdown in homepage. Fa in modo che lo sconto sia chiaro.  3. L’importanza dei social In questa fase possono avvantaggiare il tuo sito di e-commerce e Facebook, Instagram, Youtube sono proprio quello che fa per te, ma crea campagne coinvolgenti e performanti. Usa video, immagini, slideshow e molto altro ancora.  4. Prepara bene il sito Su internet la lentezza non premia e diversi studi ce lo dimostrano. I clienti saranno interessati a più offerte disponibili per il Black Friday, non lasciarteli scappare. Concediti del tempo per migliorare la velocità del tuo e-commerce soprattutto in fase di pagamento o check-out.  Tecnicamente non dimenticare di: effettuare il backup di tutto: accertati di farlo periodicamente. Tutti dovranno riuscire ad entrare sul tuo sito di vendita senza rischiare un crash del sistema che qualora avvenga potrà essere ripristinato in men che non si dica proprio grazie a quest’operazione: non trascurarla mai. E se temi i picchi di traffico scopri i vantaggi del Cloud Server.  ottimizzare le pagine prodotto: comincia con il decidere cosa andrà in offerta e a che prezzo. Lavora sulla descrizione dei prodotti con un copy strategico in grado di farli emergere nel corso delle ricerche online: cerca le parole chiave su Google o Google trends. 5. Implementa il cross-selling Suggerimenti di vendita che sono collegati al prodotto che il consumatore sta per acquistare. Un esempio concreto? Amazon: se stai acquistando un cellulare subito ti viene proposta una cover di protezione. Idea da copiare non trovi? 6. Prepara il magazzino Fai una stima di quanto pensi di vendere, ordina i prodotti e tienili da parte per il Black Friday.  7. Usa il passaparola Ultimo consiglio è restare con i piedi per terra e usare internet per raggiungere più persone possibili senza dimenticare un canale più diretto e personale. I potenziali consumatori possono dribblare le pubblicità o le email ma un sano passaparola no.  8. E-mail marketing Prepara una campagna adeguata cercando di coinvolgere i tuoi clienti più affezionati con uno sconto speciale a premiare la loro fedeltà. Le e-mail rivestono un ruolo cruciale se fatte bene possono generare un ROI elevato. Poche e dritte al punto ma occhio all’oggetto però, scatena la tua creatività per non essere cestinato o messo in spam.  9. Cura il customer care Il Black Friday richiamerà clienti nuovi. Crea un canale per le richieste di assistenza e aggiorna la pagina di domande e risposte. 10. Le spedizioni Non trascurare l’ultimo e più importante elemento prendendo accordi con i corrieri assicurandoti che siano in grado di gestire le consegne.   Ora corri a fare un check e non dimenticare i ritardatari: estendi la promozione di qualche giorno e inizia ad incassare.  
Leggi tutto

Lascia un commento

Cerca...