Piano editoriale: come realizzare un piano di comunicazione per il web

Differenze e funzioni

Tiziana Troisi 15/01/2021 0

Ormai lo sanno anche i muri: un brand competitivo non ha solo bisogno di un buon prodotto ma anche e soprattutto una buona comunicazione.

Quando pensiamo al marketing e più in generale alla pubblicità ci viene spesso in mente il prodotto finito: uno spot con  un  jingle che ci entra subito in testa, un post sui social che diventa subito virale.

Se stai leggendo questo articolo però, la domanda a cui cerchi una risposta è un’altra: cosa c’è dietro una buona campagna di comunicazione? Te lo spiego subito. Il lancio di una campagna di comunicazione è solo l’ultima fase di un processo molto lungo

Piano di comunicazione: la fase strategica 

Prima della fase cosiddetta operativa, che prevede la creazione e divulgazione dei contenuti, c’è sempre una fase strategica.

Si chiama fase strategica la fase in cui gli addetti ai lavori, i responsabili della comunicazione di un brand, raccolgono e analizzano i dati utili alla creazione di una buona brand image.

Un piano di comunicazione ben fatto dunque deve chiarire in modo efficace ed efficiente tutti i dettagli che aiutano nella redazione di una buona  campagna.

Ecco cosa deve contenere

  • analisi swot (punti di forza e di debolezza del brand)
  • analisi del posizionamento rispetto ai brand concorrenti
  • analisi del pubblico
  • segmentazione e selezione del target di riferimento

Prima di lanciare un prodotto infatti è necessario analizzare con obiettività il contesto commerciale in cui questo viene lanciato, cercando di puntare alla soddisfazione di un bisogno che altri brand hanno messo da parte.

Riconoscere i propri punti di debolezza può diventare un forte vantaggio: fare ironia nel modo giusto può aiutare a creare il giusto hype per diventare virali sui social.

Viralità a parte, c’è un’altra importantissima decisione da prendere: a chi vuoi  rivolgerti? Come vedremo più avanti, decidere il target di riferimento è fondamentale per una buona comunicazione.

Capire a chi vuoi rivolgerti ti aiuterà a decidere come parlare al tuo pubblico e i luoghi (virtuali e non) in cui provare ad avviare una conversazione attiva riguardo al tuo prodotto.

Cosa intendo per conversazione? Lo spiego nel prossimo paragrafo.

Piano di comunicazione: cosa cambia con il web 3.0 

Con l’avvento del web 3.0 e dei social network, in cui i consumatori sono diventati anche produttori di contenuti, è cambiato anche il modo di fare marketing.

Fino a qualche anno fa, la fase operativa di un piano di comunicazione era costituita prevalentemente da attività promozionali affidate alla televisione, agli store o ad eventi di promozione. Solo una piccola parte delle risorse veniva invece impiegata per realizzare attività di promozione sul web

Oggi invece avere una buona presenza sul web è fondamentale. Una comunicazione online precisa e curata scatena un effetto di passaparola.

Una buona conversazione sul tuo prodotto in rete (post, tag, commenti, interazioni e recensioni positive) può essere il segreto per conquistare un pubblico fedele

Ecco perché un buon piano di comunicazione deve prevedere la redazione di un dettagliato piano editoriale.

Che cos’è il piano editoriale? Si tratta di un vero e proprio programma  di comunicazione dedicato esclusivamente ai contenuti.

Un piano editoriale ben fatto deve comprendere decisioni riguardo:

Il tipo di contenuti da veicolare (meme, video, post etc)

I canali più affini al tuo  target di riferimento (se per esempio il tuo prodotto è più affine alla generazione Z è meglio utilizzare piattaforme giovani come Tik Tok o Twitch)

Core content: scegli le parole chiave con cui vuoi raccontato. Magari un brand mantra efficace, che può aiutarti ad essere identificato subito (come Think Different per apple)

Tone of voice e brand storytelling: come vuoi raccontare di te? Come vuoi raccontarlo? Vuoi sembrare amichevole e giocoso o preferisci mantenere un tono professionale ed istituzionale?

Eventuali collaborazioni di influencer marketing ( cerca di selezionare creator i cui contenuti siano affini al tuo storytelling)

Tempi e modi di rilascio dei contenuti: quanto vuoi pubblicare? A che ora?

Una volta prese queste decisioni il tuo piano editoriale sarà pronto e potrai redigere un calendario editoriale per distribuire al meglio i contenuti creati.

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Se si parla di Customer Journey, sicuramente ci si riferisce ai clienti dell’impresa. Sappiamo quanto sono importanti i clienti per l’impresa. Con la competizione che viviamo ai nostri tempi, è importante soddisfare i clienti in tutti i loro bisogni. Ma come è possibile trovare nuovi clienti se non conosciamo quelli che abbiamo già?   Esattamente così per comprendere i nuovi e futuri clienti è fondamentale fare un’analisi di quelli che abbiamo già in portafoglio, quelli che sono fidelizzati ed appassionati dei nostri prodotti o servizi.   Si possono sapere ad esempio da quali device usano internet; quali sono le loro abitudini di acquisto; con quali obiettivi vanno online o cosa vogliono subito acquistare.   Per cogliere davvero le opportunità del digitale l’impresa deve conoscere l’esperienza d’acquisto dei propri clienti.   Il Customer Joruney è difatti la relazione tra l’azienda ed i suoi clienti, che nel tempo evidenza vari punti di contatto, offline ed online.   Ecco come progettare la mappatura della Customer Journey:   Nel funnel tradizionale per capire con quale metodologia i consumatori si avvicinano all’acquisto, si tengono in considerazione aspetti come: Awareness, Familiarity, Consideration, Purchase, Loyalty. Nella fase Awareness ad esempio un potenziale consumatore pensa “Per superare quel colloquio avrò bisogno di un corso di inglese”. A questa fase seguirà la Decision, che risponde all’esempio “Ho confrontato i due corsi e A è quello che fa per me, mi iscrivo”.   Dalla fase Awareness alla Decision c’è un lungo processo da non sottovalutare, ecco perché solitamente il customer journey servirà a mappare il consumatore verso questo processo decisionale d’acquisto. Si procederà quindi in questo modo: -       Definire gli obiettivi: a cosa servirà questa mappa? -       Raccogliere informazioni sia all’interno dell’azienda che all’esterno; -       Indicare la mappa del viaggio del consumatore, dal sito online allo shop e così via; -       Si appena e si segue per impostare le successive azioni di marketing.   Per raccogliere informazioni sarà possibile procedere nei modi più tradizionali e non, come: -       Intervistare quelli che sono già nostri clienti; -       Intervistare tramite sondaggi online; -       Utilizzare dei tool specifici; -       Studiare le statistiche del sito web; -       Dati dal CRM; -       Ascoltare i social.   Naturalmente questa analisi porta a galla quelle che sono le opportunità che spaziano dal trovare informazioni sulle aziende, al confrontarsi, al vendere al meglio i propri prodotti entrando in relazione diretta con i propri clienti e così via.   E i tuoi clienti da dove arrivano?
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