Gli spot di Natale 2020 durante il Covid

Ecco quali sono state le strategie promozionali delle grandi multinazionali in vista del Natale 2020 durante la pandemia Covid

Gabriella Avallone 28/12/2020 0

Lo sappiamo ormai tutti che la pandemia ha causato gravi conseguenze, oltre che sul campo medico-sanitario anche sull’economia dei paesi. In particolar modo anche in relazione alle ricorrenze e le festività, che solitamente registravano i più alti numeri in termini di consumo. Di fronte agli effetti della pandemia sui consumi, vediamo allora quali sono state le strategie di marketing delle più grandi multinazionali.

 

Ecco quali sono stati gli spot di Natale 2020:

 

Coca-Cola:

Coca-Cola è sempre stata un’azienda attenta alla pubblicità ed in particolar modo alle emozioni che intendeva comunicare. Per quest’anno ha deciso di affidare le sorti dello spot al regista Taika Waititi, che ha diretto anche diversi film di successo, tanto da aggiudicarsi nel 2020 l’Oscar ed il premio Bafta per la migliore sceneggiatura di Jojo Rabbit.

La storia dello spot racconta di una bambina e di suo padre, che si sposta per lavoro. Prima di partire la figlia gli consegna la lettera per Babbo Natale, così inizia la sua rocambolesca avventura per riuscire a consegnarla. Solo alla fine dello spot emerge chiaro il messaggio, ovvero un invito a pensare alle cose semplici. Difatti, una volta aperta la lettera, il padre si accorge che l’unica cosa che sua figlia desiderava era che lui tornasse a casa in tempo per il Natale. A guidare il grande camion rosso, naturalmente brandizzato Coca-Cola che lascerà a casa il padre è Babbo Natale.

“This Christmas, give something only you can give”.

 

 

 

Disney:

Coca-Cola non è stata l’unica a puntare sulla potenza del legame familiare. Un’idea simile viene anche alla Disney, con lo spot di Natale 2020 che evoca ricordi ed emozioni legate alla famiglia. Si tratta di uno spot animato, che parte nel 1940 per poi tornare in epoche più recenti. In un richiamo continuo a ricordi di tempi diversi, un peluche a forma di topolino indicherà il legame che viene tramandato da generazioni e che in questo caso vede protagoniste la nonna e la sua nipotina. Affetto, tradizione, l’importanza di tramandare i ricordi verso le nuove generazioni, anche attraverso oggetti che possono sembrare semplici ed insignificanti. “From our family to your” è il messaggio che appare alla fine dello spot, nel tentativo di far sentire i consumatori parte della grande famiglia Disney ma anche di rafforzare il legame con i propri familiari attraverso piccoli ma significativi gesti.

 

  

 

WWF:

Lo spot del WWF per Natale pone l’accento sulla drammatica situazione relativa agli habitat degli animali, in questo modo prendendo ad esempio un grande elefante. Lo spot è in bianco e nero, vede protagonista una ragazza, che dopo aver finito la sua lezione di musica, uscendo di casa, nota qualcosa di strano, come auto ribaltate, lampioni che si muovono. Continuando a camminare si imbatte in un grosso pachiderma all’interno di un campo da basket, quindi decisamente fuori dal suo habitat naturale. Il messaggio che viene citato per sensibilizzare è: “We would be lost without a home”. Let’s protect theirs”. Inoltre sul proprio sito il WWF ha sottolineato più volte la necessità di tutelare i lavoratori, tenendoli a casa e quindi tutelarli dalla pandemia in atto.

 

 

 

Amazon:

Amazon coglie a pieno il problema delle limitazioni derivanti dalle misure anticontagio nel suo spot. Un aspetto che tra le tante cose è stato uno dei punti a favore del marketplace, al quale proprio quest’anno in molti si sono affidati per far recapitare i regali a casa di familiari ed amici. La pubblicità mostra una ragazza che non può più fare danza in presenza di alcune compagne e la competizione alla quale avrebbe dovuto prendere parte viene cancellata a causa del Covid. Però come dice il messaggio dello spot “The show must go on” soprattutto in un periodo come questo, così grazie ai familiari e vicini amici e, naturalmente il contributo di Amazon, riesce ad esibirsi.

 

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Tiziana Troisi 01/04/2022

Chi sono le modelle curvy?
Bellezza= magrezza. Questo era il dogma della moda fino a pochi anni fa. A dominare la scena delle passerelle erano ragazze magrissime, quasi emaciate, fiere portatrici di una taglia 36 europea. Le loro espressioni sempre corrucciate erano l’immagine delle dive di quegli anni. Per esprimere tutta la distanza e l’aspetto etereo dei grandi brand, anche le modelle dovevano avere un aspetto ed un atteggiamento altezzoso. Chi guardava le sfilate doveva rendersi conto che quelle non erano ragazze della porta accanto ma un simbolo di eleganza e glam irraggiungibile. Modelle curvy: la rivoluzione degli anni 2000 Con gli anni 2000 e l’avvento dei social, però, qualcosa è cambiato. Alle ragazze delle nuove generazioni non bastano più le taglie proposte (e imposte) dalla fast fashion. Le giovani della generazione millennial vogliono vedersi rappresentate, vogliono vedere sfilare su quelle passerelle corpi che somigliano alla loro realtà. I primi a captare il sentore di questo cambiamento e a provare a dargli una voce vera e forte sono stati gli editorialisti di Vogue. Nel 2011 la nota rivista piazza in copertina tre bellissime modelle curvy americane, per lanciare un messaggio fortissimo all’industria della moda. Da questa operazione i grandi brand imparano e nel 2016 è la volta di Sports Illustrated che sceglie come nuovo volto della propria campagna la modella curvy Ashley Graham. Un piccolo passo, ma importantissimo per affermare una nuova era nel mondo patinato della haute couture. Oggi, che molti dei taboo messi in piedi dall’industria stanno crollando, la moda curvy pian piano si sta affermando. Per chi non conosce bene questo ambiente, vale la pena fare una leggera digressione, per spiegare chi sono le modelle curvy. Chi sono le modelle curvy? Segni particolari: allegria Curvy è una parola che viene dall’inglese che vuole evidenziare il fatto che nei nuovi corpi rappresentati in passerella abbiano finalmente delle curve. La nuova generazione di modelle è rappresentata da donne procaci e formose che non si vergognano del loro corpo e sono a loro agio con la loro fisicità. Segni particolari delle modelle curvy? Ecco: Taglia 44 o più: dite addio definitivamente alla supremazia della taglia 36-40. Oggi in passerella ci sono (anche) fisici diversi, meno stereotipati, più veri. Corpi normali, con i fianchi pronunciati e pancette appena accennate. Oggi ogni ragazza può vedere il suo corpo rappresentato in passerella e sulle riviste, davvero. Sorriso sulle labbra: dimentica il broncio tipico delle modelle dei grandi brand di qualche anno fa. Le modelle curvy sorridono e portano sulle copertine la felicità e il brio che ci si aspetterebbe da una ragazza della porta accanto. Molti dei grandi brand hanno scelto di adeguarsi a questo nuovo paradigma visivo, creando linee perfette anche per persone che non rientrano nella classica 40. Il segreto del successo dietro alla moda curvy Qual è quindi il segreto del successo delle modelle curvy e più in generale, del nuovo movimento body positive? Rappresentatività: finalmente nel mondo della moda è rappresentato ogni tipo di corpo, finalmente chi non rispetta determinati canoni, trova i capi giusti per vestirsi anche nei negozi di fast fashion. Il concetto di accettazione della diversità trova terreno fertile in questa nuova visione delle cose Orgoglio: il messaggio più forte trasmesso dalle modelle curvy è sicuramente questo: tutti possono piacersi, a prescindere dalla taglia dei propri pantaloni. È importante educare le nuove generazioni e aiutarle a capire che molti aspetti della vita non devono e non possono sempre somigliare a quello che vediamo in tv o sulle riviste. La vita vera è molto più complicata di così. Accessibilità: quante volte è capitato a donne comune di entrare in un negozio per misurare un vestito che piace ma di non trovare la taglia giusta? Spesso anche se la taglia scritta sull’etichetta è quella di sempre, il vestito non entra. Può capitare di sentirsi umiliate dal fatto di non riuscire a calzare un capo che piace, può capitare di sentirsi grasse e inadatte. Oggi, con l’introduzione nella fast fashion di capi curvy, tutte le donne possono sentirsi rappresentate in modo adeguato, senza vivere il disagio da etichetta. La nuova storia della moda La forza del nuovo concetto di moda è quella di aver creato, finalmente, una realtà che sia lo specchio della vita vera. Una vita fatta di imperfezioni e di corpi tutti diversi che non vuole dire per forza sbagliati. La moda curvy, infatti, ci ha aiutato a capire che dietro ogni corpo c’è una storia da raccontare e il suo compito è quello di esaltarne la bellezza.
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Gabriella Avallone 14/07/2021

È in arrivo il Web Marketing Festival
Ormai è già partito il conto alla rovescia per il tanto atteso Web Marketing Festival, il più grande Festival sull’innovazione Digitale e Sociale. Ebbene sì questa sarà la 9° edizione del Web Marketing Festival, anche detto Wmf che si terrà come ogni anno in questo periodo dell’anno al Palacongressi di Rimini. Si terrà dal 15 al 17 luglio e sarà dedicato all’ecosistema dell’innovazione e dell’imprenditoria sia italiana che internazionale.                                                                     Tra le novità di quest’anno ci sarà la tanto attesa finale della Startup Competition, che avrà luogo giovedì 16, quando si svolgerà lo “ScaleUp For Future”, l’evento che porterà sul Mainstage ben sei Scaleup provenienti da tutto il mondo.   Il sito ufficiale segna già la scarsità di posti disponibili ma quest’anno, come anche per lo scorso, per le ragioni che tutti conosciamo, sarà possibile prendervi parte anche online. Tra gli eventi come sempre il World Startup Fest, i “fuori Festival” anche in spiaggia, il rinomato Scalup for Future, concerti live, workshop, mainstage, espositori e tanta formazione.   Vediamo quali saranno i temi del WMF del 2021:   -       Robotica, AI, VR & AR; -       Aerospace & Big Data; -       Startup & Scaleup; -       HR & Smart Working; -       Sostenibilità e Climate Change; -       Esports & Gaming; -       Filantropia e ONP; -       Adventising Industry; -       EduTech, FinTech   Tra i programmi trattati:   strategie digitali, dai social media, alle adv, Seo, Web design, Email e messaggistica, cybersecurity, intelligenza artificiale e la realtà aumentata e virtuale, il mondo delll’influencer marketing, dei content creators, il social impact, i big data e molto altro ancora.   Ad ospitare tutto questo ben 60 sale formative in programma con diversi speaker e ospiti da tutto il mondo. Saranno in totale più di 100 eventi tra formazione, intrattenimento, show, arte, cultura, business e networking. Saranno presenti oltre 600 tra speaker e ospiti tra cui Alessandro Borghi e Diletta Leotta, i The Jackal e I Sansoni così come i QueenMania, Roy Paci e Aretuska che si esibiranno live in concerto.  
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Gabriella Avallone 07/02/2022

Le pubblicità di Sanremo 2022
La Settantaduesima edizione del Festival di Sanremo si è conclusa ma vediamo dal punto di vista di Marketing e Pubblicità cosa ha significato. L’appuntamento del Festival della canzone italiana è da sempre riconosciuto come uno degli eventi mediatici più rilevanti in Italia, tanto è vero che più volte è stato definito come il “Super Bowl” italiano. Si pensi che durante la trasmissione il picco di audience può salire a livelli inaspettati, come si registra quest’anno, pare infatti che a differenza degli ultimi anni, il Festival abbia riscontrato ancora più successo. Proprio perché considerato uno dei più grandi eventi televisivi in Italia, il Festival di Sanremo è  anche un importante vetrina promozionale. Sole cinque ore di diretta TV al giorno per cinque giorni rendono gli spot che vanno in onda durante il programma i più visti dell’anno. Gli spot pubblicitari di Sanremo 2022 Un’analisi svolta da Wired, grazie all’utilizzo dei dati forniti da Rai Pubblicità, concessionaria di pubblicità per la televisione pubblica, presenta anche le tariffe richieste dalla stessa Rai per poter acquistare uno spazio pubblicitario durante il Festival. Il costo ovviamente variava in base all’orario e al giorno e soprattutto in base alla durata e alla posizione privilegiata rispetto agli altri.   Iniziamo col dire che esistono diversi tipi di Spot pubblicitari: Il Fuori Break: ovvero il primo spot che mostrano ai telespettatori in seguito all’annuncio da parte del presentatore che da la pubblicità. Può anche indicare l’ultimo prima della ripresa delle trasmissioni; Bumper di rete: è lo spot che segue ed è rappresentato dal classico logo Rai; Introbreak: va in onda ancora in seguito al bumper di rete ma prima dell’ultimo e mediamente rappresenta il più costoso.   Ma passiamo ai prezzi: Il “billboard” ovvero il momento in cui si può ascoltare la formula “questo programma è stato presentato da” viene venduto alle aziende a poco meno di €27mila; Le telepromozioni rappresentano spot di durata variabile dai 45 secondi al minuto ed il costo ammonta circa ben €406mila;   Generalmente il costo più alto delle pubblicità si riferisce agli orari di sabato dalle 22:05 alle 23:05. L’AD di Rai, Gian Paolo Travaglia ha affermato che gli spazi disponibili per quest’anno erano tutti sold out, ci sono quindi tutti i presupposti per pensare che gli incassi abbiano superato i 38milioni con una media di quasi 8 milioni e mezzo di audience tra cui i più giovani. Sanremo e Pubblicità Sicuramente il “ringiovanimento” del pubblico è stato possibile grazie agli artisti giovani e più seguiti anche dal web e dalla possibilità di visionare il festival anche dalle piattaforme streaming. Lo share registrato comprende una fascia d’età che va da 15-19 e i 20-24 anni anche grazie alle pubblicità che andavano in onda sulle piattaforme come: Netflix: ha proposto uno spot nel quale i personaggi più amati delle serie tv cantano Never Ending Story, colonna sonora del film La Storia Infinita e della serie tv Stranger Things.   Amazon Prime Video: ha scelto uno spot simile facendo cantare e reinterpretare la versione storica di “Nel blu dipinto di blu” da alcuni dei volti più noti del mondo dello spettacolo italiano, da Mara Maionchi, Carlo Verdone, Fedez molti comici e persino chef come Carlo Cracco.   Spotify: ha pubblicizzato in piattaforma la playlist del podcast di Sanremo 2022, il primo podcast originale di Spotify in Italia, tutto presentato tramite un contenuto più visual che cita i punti più salienti della serata.   Non si è di certo trattato di un’audience proveniente esclusivamente dalla TV, perché il Festival è stato riconosciuto come uno degli eventi più seguiti anche dal mondo social. Le interazioni generate nella settimana di Sanremo ammontano a 66.675 persone che hanno interagito tramite Facebook, 1.022.000 tweet, 106k di Post su Instagram, 598,7 milioni di visualizzazioni su Tik Tok, 2.5k video su Youtube e 429.697 like alla playlist di Sanremo su Spotify, rispetto ai 30.2 milioni del 2021. Ma non tutti i tentativi di raccogliere consensi e visibilità sono necessariamente a pagamento, questa settimana infatti ha fornito un’opportunità per le aziende di attirare utenti attraverso il Real Time Marketing tramite social commentando insieme il Festival.  
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