Customer Journey: ecco cos’è

Ecco cos'è e a cosa serve la mappatura della Customer Journey. Scopri come progettarla.

Gabriella Avallone 30/12/2020 0

Se si parla di Customer Journey, sicuramente ci si riferisce ai clienti dell’impresa. Sappiamo quanto sono importanti i clienti per l’impresa. Con la competizione che viviamo ai nostri tempi, è importante soddisfare i clienti in tutti i loro bisogni. Ma come è possibile trovare nuovi clienti se non conosciamo quelli che abbiamo già?

 

Esattamente così per comprendere i nuovi e futuri clienti è fondamentale fare un’analisi di quelli che abbiamo già in portafoglio, quelli che sono fidelizzati ed appassionati dei nostri prodotti o servizi.

 

Si possono sapere ad esempio da quali device usano internet; quali sono le loro abitudini di acquisto; con quali obiettivi vanno online o cosa vogliono subito acquistare.

 

Per cogliere davvero le opportunità del digitale l’impresa deve conoscere l’esperienza d’acquisto dei propri clienti.

 

Il Customer Joruney è difatti la relazione tra l’azienda ed i suoi clienti, che nel tempo evidenza vari punti di contatto, offline ed online.

 

Ecco come progettare la mappatura della Customer Journey:

 

Nel funnel tradizionale per capire con quale metodologia i consumatori si avvicinano all’acquisto, si tengono in considerazione aspetti come: Awareness, Familiarity, Consideration, Purchase, Loyalty.

Nella fase Awareness ad esempio un potenziale consumatore pensa “Per superare quel colloquio avrò bisogno di un corso di inglese”.

A questa fase seguirà la Decision, che risponde all’esempio “Ho confrontato i due corsi e A è quello che fa per me, mi iscrivo”.

 

Dalla fase Awareness alla Decision c’è un lungo processo da non sottovalutare, ecco perché solitamente il customer journey servirà a mappare il consumatore verso questo processo decisionale d’acquisto.

Si procederà quindi in questo modo:

-       Definire gli obiettivi: a cosa servirà questa mappa?

-       Raccogliere informazioni sia all’interno dell’azienda che all’esterno;

-       Indicare la mappa del viaggio del consumatore, dal sito online allo shop e così via;

-       Si appena e si segue per impostare le successive azioni di marketing.

 

Per raccogliere informazioni sarà possibile procedere nei modi più tradizionali e non, come:

-       Intervistare quelli che sono già nostri clienti;

-       Intervistare tramite sondaggi online;

-       Utilizzare dei tool specifici;

-       Studiare le statistiche del sito web;

-       Dati dal CRM;

-       Ascoltare i social.

 

Naturalmente questa analisi porta a galla quelle che sono le opportunità che spaziano dal trovare informazioni sulle aziende, al confrontarsi, al vendere al meglio i propri prodotti entrando in relazione diretta con i propri clienti e così via.

 

E i tuoi clienti da dove arrivano?

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Paola Palmieri 30/03/2021

SEA marketing: cos’è, a cosa serve e quali strumenti usa
Oggi sentiamo sempre più spesso parlare di termini quali SEM, SEO e SEA: ma qual è la differenza? Sicuri di conoscerla bene? Anche se un po’ tutti iniziamo a masticare termini fino a qualche tempo fa del tutto sconosciuti, è bene sgomberare il campo da eventuali dubbi e chiarire al meglio i concetti. Se cerchi la chiave per una buona campagna di marketing il segreto è tutto qui.  Ti va di approfondire con noi di marketing e non solo il concetto di SEA? Partiamo dalla sua definizione. Cos’è la SEA Facciamo un passo indietro. Il settore del web marketing che si occupa di generare più traffico e dunque di garantirti maggiore visibilità, si definisce Search Engine Marketing (SEM), al suo interno distinguiamo due ambiti: SEO da un lato e SEA dall’altro, spesso complementari per raggiungere l’obiettivo desiderato.  Mentre il SEO non ha quasi più segreti e ci consente, con la giusta tecnica, di raggiungere posizioni performanti sui diversi motori di ricerca, di SEA quasi non se ne sente più parlare. Di cosa si tratta esattamente? Stiamo parlando di una disciplina che si occupa di annunci a pagamento sia su siti partner che su motori di ricerca. Prepara il tuo budget! Come funziona la SEA: due preziosi step Primo passaggio è quello di individuare la migliore piattaforma su cui pubblicizzarsi. Una su tutte è proprio Google e più precisamente Google Ads, strumento promozionale che ha una buona quota di mercato, ma non è l’unico. Ulteriori piattaforme si stanno facendo largo nel settore e consentono di metterti in contatto con un maggior numero di utenti e rendere la tua strategia sempre più precisa e performante. I social network, per esempio, sono al momento da attenzionare: hai già sperimentato Facebook Ads o Linkedin Ads? Non puoi contare su grossi numeri ma essi sono incredibilmente specifici. Secondo step è guadagnarsi la parola chiave giusta e puntare tutto su di lei: vediamo nel dettaglio l’importanza della keyword. Scegliere la parola chiave su cui far convergere la nostra campagna a pagamento, infatti, è un passaggio fondamentale in cui riveste un ruolo centrale il costo. Su Google, ad esempio, ci sono delle vere e proprie aste per conquistarsi la parola chiave prescelta. Ovvio che questo diverso costo per click dipende da più fattori:  • Concorrenza • Ricerca mensile • Richiesta • Offerta degli inserzionisti.  Questi solo alcuni dei fattori ma il lavoro per una buona SEA è molto di più di un semplice costo, ogni elemento va soppesato e ogni aspetto va curato nel dettaglio. Ma veniamo ai vantaggi.  I vantaggi della SEA Il principale vantaggio della SEA è legato alla sua rapidità. Se con una campagna SEO, infatti, i risultati tardano ad arrivare, con la SEA puoi ottenere un ottimo posizionamento già dopo qualche giorno e dunque il costo è ben ripagato.  Tra gli altri vantaggi troviamo anche che, con la SEA, hai la possibilità di raggiungere il tipo di pubblico che vuoi: targettizzazione raffinata. La SEA ti consente, infine, di attirare l’attenzione su di te e migliorare la visibilità del tuo brand aumentando la cosiddetta brand awareness il che si traduce in un maggior numero di conversioni preziose per il tuo business.  Conclusioni  Alla luce di quanto letto fino ad ora risulta evidente che, affinché una campagna di marketing abbia successo e tu possa avere impatti positivi sia fondamentale integrare nel mix strategico campagne di Search Engine Advertising. Attingere a tecniche di SEO e SEA insieme ti aiuterà a procedere armonicamente.  Se hai dubbi o domande non esitare a contattarci o a scrivercelo nei commenti. Per saperne di più sul mondo del marketing e non solo segui i nostri prossimi appuntamenti: ti aspettiamo!  
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Tiziana Troisi 03/09/2020

Cos’è e come funziona il content marketing
In questo articolo analizzeremo nello specifico un tipo di marketing particolarmente in auge negli ultimi anni. Si tratta di una strategia di vendita che si basa sulla produzione di contenuti utili per la propria audience. Questa tecnica si contrappone assolutamente a quelle di push marketing. Nessuna spinta ad acquistare il prodotto bensì voglia di interessare, informare e incuriosire il proprio target. Vediamo come. Cos’è il content marketing Joe Pulizzi nel 2008 scrive per la prima volta di content marketing: “come utilizzare il content marketing per fornire informazioni pertinenti, preziose e convincenti che trasformano i potenziali clienti in acquirenti”. È lui a dare una nuova definizione e a fondare il Content Marketing Institute. La pervasività della digitalizzazione e l’arrivo dei social ha dato grande impulso a questo tipo di tecnica. Sfruttando, infatti, i diversi canali a disposizione, veicolare il proprio messaggio diventava più semplice. Di contro evolveva anche la modalità con la quale venivano scelti e acquistati prodotti e servizi, una selezione sempre più complessa ed articolata. Le aziende hanno quindi cercato di ottenere l’interesse dei clienti grazie alle informazioni e ai consigli che loro stessi stanno cercando. I dati dimostrano che i consumatori apprezzano i brand che forniscono contenuti coinvolgenti e di valore che rispondono ai loro bisogni informazionali e di intrattenimento. “È necessario creare contenuti che il pubblico desidera e di cui ha bisogno. Spesso quel contenuto avrà poco a che fare con i prodotti che vendi e più con il pubblico che stai cercando di attirare” diceva Andrew Davis. Il content diventa, quindi, un elemento chiave delle tecniche di inbound marketing, una strategia di marketing che si oppone all’outbound marketing, ovvero alla richiesta diretta di acquisto. Come fare content marketing Fare content marketing significa innanzitutto conoscere il proprio target e capirne alcuni aspetti: Di cosa si preoccupa il tuo pubblico? ·         Dove si informa? ·         Che cosa gli piace leggere? ·         Cosa lo diverte? ·         Quali sono le sue abitudini? Dopo aver messo nero su bianco queste informazioni è necessario realizzare un piano editoriale. Questo documento consente di creare un calendario dei contenuti da pubblicare. Si darà così anche regolarità e continuità alle pubblicazioni. Una volta definiti il piano e l’audience è il momento della storia. Lo storytelling è fondamentale per creare un legame di coinvolgimento con l’audience di riferimento. Elaborare un racconto capace di raccontare l’identità di un’azienda significa avere la base giusta per un piano editoriale efficace. Nel pianificare i tuoi contenuti potrai scegliere tra diverse opzioni: ·         Video ·         Immagini ·         Testi ·         Podcast Questi formati possono essere utilizzati, a seconda degli scopi, per convincere, informare o intrattenere. Un buon piano editoriale contiene un mix di queste tre intenzioni. Il contenuto al centro della strategia di marketing Nel content marketing, lo dice la parola stessa, il contenuto è il re indiscusso. Perno centrale di tutta la strategia. Seppure la vendita resti l’obiettivo finale di ogni strategia, il content marketing fidelizza il cliente offrendo qualcosa di veramente prezioso: informazioni, intrattenimento e supporto, gratis. Questa gratificazione avvierà un processo di fidelizzazione che lega il consumatore all’azienda è che è destinato a durare nel tempo. Come tutte le tecniche di inbound marketing anche questa strategia non garantisce risultati rapidi. L’inbound marketing richiede lavoro e costanza ma gli effetti ottenuti si vedranno nel lungo periodo. Se vuoi accelerare questo processo naturale ed organico, dovrai fare riferimento all’adv on line. E noi te abbiamo già parlato!  
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Tiziana Troisi 01/07/2021

Mission e vision, le basi del marketing
Immagina di essere ad un appuntamento galante: vorresti sapere tutto della persona che hai davanti. Come vive, cosa pensa, quali sono i suoi progetti futuri, i suoi valori. Vorresti farle tantissime domande, per capire se la vostra visione delle cose coincide almeno un po’. Ma come fare? Per non risultare troppo invadenti, queste domande non vanno poste mai in maniera diretta: meglio rompere il ghiaccio parlando prima del più e del meno, giusto? Questo discorso non si può di certo fare quando si tratta di un’azienda: quando il cliente acquista da un nuovo brand, la prima cosa che fa è cercare informazioni sull’azienda. I clienti di oggi sono smart e vogliono assolutamente sapere con chi hanno a che fare, prima di un acquisto. A differenza della situazione descritta sopra, quello tra un’azienda e un cliente non è mai uno scambio equo: non esiste botta e risposta, né seconde possibilità. È meglio sapere tutto, e subito. Ci sono tanti modi, oggi, per conoscere un’azienda: si possono monitorare i post sui social, si possono fare ricerche in rete per pareri e recensioni sui prodotti. Se invece non hai tanta voglia di fare ricerche, c’è qualcosa di molto più veloce a cui dare uno sguardo per capire se il brand che stai per comprare è davvero adatto a te e rispecchia il tuo modo di pensare. Ogni azienda che voglia davvero voglia di farsi conoscere e di sfondare nel proprio campo, deve avere chiare diverse cose: il mercato in cui si inserisce il motivo per cui è nata gli obbiettivi che si prefigge (sia a medio che a lungo termine) Questi tre aspetti, vanno prima di tutto chiariti all’interno dell’azienda, ma poi vanno resi semplici e chiari per farli comprendere anche al cliente che non conosce il brand. Mission: capire chi sono i brand attraverso valori condivisi Come fa un’azienda a rendere chiaro il suo insieme di valori a tutti quelli che la incontrano per la prima volta? Semplice: scrivendo una mission e una vision chiare e coincise. Se è la prima volta che ti approcci al mondo del marketing, questi termini per te saranno nuovi. Mission e vision sono le due dichiarazioni che ogni azienda deve fare per confermare la sua presenza sul mercato a clienti e competitors. Analizziamole meglio insieme: Nella mission l’azienda si presenta al pubblico, come in una conferenza stampa. Deve chiarire , attraverso una breve dichiarazione, di solito pubblicata nella sezione informativa del proprio sito: Chi è Quando e nata Cosa offre Perché lo offre Cosa la rende diversa dai competitor Qual è il suo obbiettivo più grande, ragionando a lungo termine (per esempio quello di Disney è: rendere felici le persone. La mission è da vedere come una vera e propria presentazione, una condivisione di valori che non solo aiuta la brand awareness, ma facilità anche la coesione e la condivisione e l’orgoglio di appartenenza propri dei lavoratori dell’azienda stessa: lavorare per un’azienda di cui si condividono i valori sarà sempre più stimolante e appagante. Vision: e tu, cosa vuoi fare da grande? Passiamo adesso alla Vision: la parte più importante delle dichiarazioni aziendali. La vision equivale,di fatto, ad una vera e propria dichiarazione d’intenti: in  quelle poche righe l’azienda deve dichiarare quali sono gli obbiettivi futuri che si prefigge, ma quelle, non devono essere parole buttate al vento: la vision, cosi come la mission, deve essere: chiara, realistica e condivisa. Ogni azienda deve rendere chiari a sé stessa e ai propri clienti: L’ambiente in cui opera Gli obbiettivi futuri Lo scenario in cui spera di operare in futuro. Il secondo punto, quello riguardante gli obbiettivi, è forse il più importante in ogni Vision: una vision che sia concreta e chiara deve aver al suo interno obbiettivi che siano realistici e concretamente realizzabili. Non solo: una vera vision deve chiarire entro quanto tempo l’azienda vuole raggiungere quell’obbiettivo. Insomma, in un mondo fatto di sogni e speranze verso un futuro quanto mai incerto, per i brand, la parola chiave è concretezza. Non solo: ogni brand deve rendere chiaro come vede la sua azienda tra qualche anno, come vuole che il brand cresca e si evolva. Hai presente quando appena finito un colloquio ti chiedono “chi sei ora? Come ti vedi tra 10 anni? Ecco: tu non lo sai, ma quella è una domanda fondamentale.  Quindi, fa come i brand: rendi chiara mission e vision, e la vita sarà più facile. Per altre massime di vita e di marketing, continua a seguire il blog
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